Tursi non ha tempo per onorare i Carristi

(...) E infatti, ieri mattina, a Quinto, lato mare, per la cerimonia di intitolazione del piazzale dei giardini Rusca ai «Carristi d’Italia», c’erano in tanti, ma, guarda caso, mancavano i rappresentanti del Comune, mancavano il sindaco Marta Vincenzi e qualcuno dei suoi delegati, fascia tricolore intorno al petto. A ufficializzare un saluto e un inchino doveroso alla memoria e, magari, anche a chi tuttora, erede di quei trascorsi di gloria, si batte sul fronte della solidarietà senza una contropartita garantita: né in voti, né in bustarelle, né tantomeno in natura. Lo ha sottolineato, controvoglia, per dovere, nel corso del suo intervento, il presidente del Municipio Levante, Francescantonio Carleo, lui che ha un passato in divisa, nell’Arma Benemerita, da servitore dello Stato. Oddio, il testo scritto del discorso, preparato in precedenza, non comprendeva passaggi critici, anche perché nessuno, dopo che la commissione toponomastica dell’amministrazione comunale aveva approvato la pratica, poteva aspettarsi che la stessa civica amministrazione «snobbasse» in qualche modo l’evento. Una cosa veloce. Ma forse non si potevano trascurare l’ordinaria amministrazione, i problemi della Moschea al Lagaccio, il porto lungo e la gronda di ponente, o, chissà, anche la campagna elettorale in corso...
Eppure sarebbe bastato poco, anche dieci minuti, per mandare alto il messaggio. Niente. Non pervenuto. «Sono veramente orgoglioso - ha ammesso Carleo, a nome dei presenti e, per pudore, forse inghiottendo amaro, anche a nome degli assenti -. Sono orgoglioso di inaugurare questo spazio del nostro territorio a un glorioso reparto che ha segnato la nostra Storia. I Carristi erano dei soldati valorosi, aggressivi, fino alla temerarietà e animati da altissimo spirito di cameratismo. Il carrista combatte per altri, e per altri vince». Rischio di troppa enfasi, troppa retorica, per chi ha mancato l’appuntamento? O troppa paura - sempre da parte degli assenti - di ascoltare parole avulse dal pacifismo di maniera? Carleo non l’ha detto, s’è limitato a rilevare i posti vuoti. Intorno a lui, assentivano in silenzio il vicepresidente del Municipio Giuliano Gattorno, il generale Da Re, il colonnello Scelzo, il presidente della sezione di Genova dell’Associazione nazionale dei Carristi d’Italia, Andrea Giacopelli, rappresentanti del Presidio militare, delle associazioni d’Arma, dei carabinieri, della Guardia di Finanza e della Polizia municipale con il comandante del distretto Levante, Massimiliano Fossati. C’era, infine, anche il consigliere regionale del Pdl, Gianni Plinio, che a queste cerimonie non manca mai, e non fa caso se siano o no in coincidenza di una campagna elettorale. Lui ci crede e basta. Ma, diamine!, non può fare a meno di incavolarsi: «L’assenza della sindaca o di un suo delegato - tuona - è davvero scandalosa. Ancora una volta la giunta di sinistra dimostra insensibilità e pregiudizio nei confronti delle Forze armate e dei Valori che essi esprimono. Se a tutto ciò si aggiunge l’incuria in cui Tursi mantiene il piazzale sulla Vetta di Pegli dedicato ai Caduti di Nassiryia e l’ostinato rifiuto ad assegnare sedi, a canoni ridotti, alle meritorie Associazioni Combattentistiche e d’Arma sfrattate o sotto sfratto, allora il quadro è vergognosamente completo». Chissà se qualcuno arrossisce, anche senza farsene accorgere.