Tursi non lasci naufragare il suo eroico marinaio

Egregio dottor Lussana, ho avuto l’onore di tenere una relazione a Latina, nell’aprile del 1999, alla presenza del professor Luigi Ferraro in occasione del Raduno degli ex Allievi ed Allieve delle Accademie di Educazione Fisica di Roma ed Orvieto, ricordando che il titolo di «Professore» spettava al Comandante Ferraro perché si era diplomato presso la Farnesina.
La lettera del figlio Italo mi ha lasciato di stucco perché Luigi Ferraro non è stato soltanto un Eroe ma, come più volte già ricordato, un Educatore, uno studioso delle tecniche subacquee, un imprenditore, un Uomo leale. È vivo in me il ricordo del Suo viso sincero, gli occhi sereni, il pacato sorriso, i tratti gentili. In occasione del Raduno a chi gli chiedeva quale fosse stato il suo peggior momento durante le azioni del luglio-agosto 1943, rispondeva con disarmante ironia genovese: «Non durante le azioni ma a guerra conclusa ho temuto che gli inglesi mi chiedessero il costo delle tre navi da me affondate!». A Luigi Ferraro, sottotenente di artiglieria (sic!) ma genovesissimo eroico marinaio spetta a pieno titolo di poter riposare nel Pantheon di Staglieno, promuovendo, tramite il Comitato presideduto dal dottor Sansa tutte le opportune azioni. Ai silenti... naufraghi della storia, aggrappati alla zattera del settarismo, auguro il doveroso ripensamento.