Per Tursi è una questione di traffico «Cose che capitano in democrazia»

Roberta Bottino

«La democrazia ha la sua dialettica». Con questa frase l’assessore alla Promozione della città Anna Castellano giustifica l’aggressione che domenica scorsa ha costretto il corteo olimpico a spegnere la fiaccola in via Venti Settembre. Un pomeriggio di festa allo sport che si è colorato per alcuni istanti con le tinte fosche della violenza. Ma come afferma l’assessore Anna Castellano, che domenica indossava la fascia tricolore al posto del sindaco Giuseppe Pericu, «sono cose che capitano».
C’è chi però nella sala rossa di Tursi non ha trovato giustificazioni al comportamento violento dei ragazzi dei centri sociali come il consigliere di An Giuseppe Murolo, che con un articolo 38 ha chiesto alla giunta spiegazioni in merito all’accaduto. A rispondergli non c’era Pericu ma Arcangelo Merella. «È stato offeso lo spirito olimpico - tuona Murolo -, e il fatto che il sindaco taccia su questo problema così importante e faccia rispondere l’assessore al Traffico è scandaloso». Rincara il capogruppo di Forza Italia Giuseppe Costa: «Purtroppo Genova si caratterizza negativamente e c’è il rischio che venga considerata una città aperta alla contestazione».
Merella prova a dirigere il caotico ingorgo di polemiche spiegando che spetta a lui rispondere all’articolo 38 del consigliere di An in quanto responsabile della Mobilità e del Traffico. Poi condanna senza mezzi termini coloro che hanno interrotto con la forza il corteo: «È stata una cosa disgustosa. Non discuto il merito della protesta ma non giustifico il fatto di aver usato questa manifestazione per farsi vedere».
Tra l’assessore alla Promozione della città e il collega al Traffico, quindi, vedute diverse sul pomeriggio “olimpico”. Pareri differenti anche tra i consiglieri di maggioranza e d’opposizione. «È assurdo che ci siano persone che approfittano di un avvenimento così bello per scopi così bassi e rimangano impunite - insiste Gianni Bernabò Brea, capogruppo di An». «Sono solo scalmanati che ostentano la loro forza con gesti inconsulti, vanificando i veri significati della fiaccolata» fa eco Remo Benzi di Liguria Nuova.
Nella Sala rossa si levano anche le voci di chi difende quegli atti di violenza, come la consigliera Laura Tartarini di Rifondazione Comunista da sempre “difensore” dei ragazzi dei centri sociali: «In realtà mi pare che non ci sia stata nessuna aggressione ma un blocco assolutamente pacifico. Sicuramente è stato un modo per cercare visibilità dove la visibilità era garantita». Polemiche a non finire sullo sponsor delle Olimpiadi, la Coca Cola, che è stato il bersaglio primario dei centri sociali. «Anche altre città erano contro questa sponsorizzazione» avverte Tartarini. Le dà manforte la “compagna” Patrizia Poselli, che ritiene indegno che i giochi olimpici siano rappresentati da una grande multinazionale.
Non ci stanno i consiglieri di centrodestra: «Tutte scuse, la verità è che chi ha bloccato il corteo è gente che aveva l’obiettivo di creare disordine in un giorno di grande festa per Genova».