Tursi è senza soldi ma il Pd taglia le tasse ai circoli Arci

Ce ne sono circa trecento in tutta Genova. Sono circoli sportivi, ricreativi, ma spesso anche veri e propri locali che, soprattutto nel centro storico, sono in vera e propria concorrenza con bar, ristoranti e pub. Circoli affiliati all’Arci, ma non solo. Sono tante anche nel capoluogo ligure le associazioni riconosciute a livello nazionale. Già godono di particolari agevolazioni fiscali ma, come contraltare dovrebbero essere riservati solamente ai soci. Di fatto così non accade perché è rarissimo trovare dei controlli interni alle strutture. Quando si entra e si chiede la consumazione, raramente si viene invitati ad esibire la tessera da socio. Il trattamento particolare riservato, però, a Genova non sembra bastare. Qui c’è chi chiede trattamenti ancora più di favore per i locali associati. È il Pd che in consiglio comunale ha presentato una mozione che sottolinea l’importante ruolo sociale svolto dai circoli affiliati ad associazioni nazionali riconosciute dal ministero dell’Interno e chiede, addirittura, che vengano equiparate nel trattamento fiscale agli enti esonerati dal pagamento degli importi dovuti al Comune.
In pratica un circolo Arci come «Quualude» o «Zerodieci», tra i locali più frequentati dai giovani genovesi nei venerdì sera della «Movida» nei vicoli, verrebbe messo sullo stesso piano di una Onlus che svolge attività sanitarie e socio sanitarie per le pubbliche assistenze. Un documento che ha scatenato le ira di Giuseppe Murolo, consigliere comunale di Alleanza Nazionale che promette battaglia non appena la mozione tornerà in consiglio. «Abbiamo chiesto che l’ordine del giorno del Partito democratico venisse discusso prima in commissione per cercare di trovare un accordo. Un documento del genere, così scritto non è sostenibile- denuncia Murolo-. Purtroppo quello che abbiamo proposto di inserire non è stato accolto».
An e il resto dell’opposizione erano anche pronti a sottoscrivere il testo della maggioranza se fosse stato inserito all’interno del documento un impegno da parte della giunta comunale per controlli più efficaci sui circoli da parte della polizia municipale. «In queste strutture l’accesso è riservato solo ai soci - prosegue Murolo - ma sappiamo che di fatto ciò non avviene e molto speso ci sono associazioni che fanno concorrenza a locali veri e propri». «Se questa mozione dovesse essere approvata- puntualizza il consigliere di An- si rischierebbe di mettere ulteriormente in ginocchio bar e ristoranti. Persone che vivono quotidianamente del lavoro che fanno e che non reggerebbero la concorrenza di circoli che potrebbero ulteriormente abbassare i costi della merce».
Una denuncia al Giornale arriva anche da Mario Lauro, socio iscritto ai circoli Arci che ammette «come questi locali siano diventati ormai veri e propri bar aperti al pubblico, senza che nessuno chieda la tessera». Eppure gli esponenti del Pd sono chiari, «non si tratta di esercizi commerciali ma di associazioni democratiche», è scritto sul documento che verrà presentato non solo sotto forma di mozione ma anche come emendamento durante la discussione del bilancio, tanto da arrivare a fare un’altra richiesta: consentire che il cambio di intestatario della licenza con l’autocertificazione del nuovo rappresentate legale e con la documentazione relativa senza il pagamento del tributo richiesto. «Messe così le cose - conclude Murolo-, appena il documento verrà discusso in comune andremo alla guerra».
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