Tursi sfratta i nomadi che bivaccano allo stadio

(...) baraccopoli sul Polcevera è rimasta tale e quale era prima dell’intervento. Infatti, a parte l'azione bonificatrice di una squadra di operatori ecologici che ha portato via quintali di spazzatura sparpagliata intorno alle fatiscenti baracche, la mediazione della Comunità di San Egidio ha evitato l'allontanamento dei rom. «Ci facciamo carico - ha dichiarato un funzionario della comunità - di questa gente malata e bisognosa di cure. Persone che vivono di elemosine e si sentono offese se tacciate come ladre». Anche se i resoconti della questura dimostrano molto spesso il conrario.
Per ciò che riguarda invece il campo antistante lo stadio, il discorso è differente. Infatti, al contrario di quello di Campi, nell’insediamento nomadi di Marassi, nonostante sia occupato perennemente da camper, roulotte e auto di lusso, gli occupanti non sono sempre gli stessi. Variano da stagione a stagione. D'inverno prevalentemente il piazzale è occupato da zingari romeni, d'estate invece, a loro si aggregano i «sin» italiani. Infatti, come ogni anno, basta passeggiare qualche mezz'ora tra via Bobbio e via del Piano, per capire che verso la gradinata nord dello stadio sono accampati zingari siciliani, verso la gradinata sud ci sono quelli campani (in prevalenza napoletani) e al centro naturalmente gli immancabili affezionati: i romeni.
«Agiremo simultaneamente in entrambi gli insediamenti», aveva dichiarato il vicesindaco Pissarello, ma fino alle ore 14 di ieri, in quel piazzale gli zingari aumentavano a vista d'occhio. «Per essere precisi - dichiara un commerciate di fronte all'accampamento - ogni tanto passa qualche pattuglia di vigili o polizia e dopo qualche minuto si vedono alcuni camper allontanarsi. Ma è altrettanto vero - prosegue l'uomo - che altri camper parcheggiati nelle vie adiacenti prendono immediatamente il loro posto».
Infatti, facendo un giro per via del Piano, via Bobbio, via Canevari, corso Galliera, piazzetta Romagnosi, si notano isolati camper di zingari, evidentemente parcheggiati li in attesa di uno sgombero e di conseguenza, la liberazione di altri posti sul piazzale. Una perfetta e sincronizzata organizzazione che permette a questa immensa popolazione di zingari, di mantenere continuamente il piazzale occupato e nello stesso tempo non essere in «torto» con la legge.
E sì. Perché così facendo, gli zingari rispettano la legge voluta a tutti i costi dall'allora sindaco Sansa, ovvero una ordinanza (ancora vigente) che intima agli abusivi di abbandonare il suolo occupato entro 48 ore dalla notifica ma che di fatto, non vieta loro di ri-accamparsi altrove e ripresentarsi, anche dopo due soli giorni, ancora li. Proprio da dove erano stati «sfrattati».
Secondo un vigile urbano della zona, «per sfrattare tutta quella gente ci vorrebbero almeno una cinquantina di agenti. È inutile - borbottava mentre si allontanava - mandare un mezzo con due agenti per sfrattare quasi 200 persone».
Parole premonitrici quelle dell'agente. Infatti, verso 16 e 30, due autovetture della Polizia Municipale varcavano la soglia del piazzale e intimavano alle numerose famiglie l'immediato sgombero. Un immediato passaparola tra i nomadi ha messo (stranamente) in moto le operazioni di carico di bagagli e vettovaglie sui camper. L'ordine impartito agli agenti era quello di far sgomberare il piazzale per affidarlo agli operai dell'Amiu per un restyling, e in seguito rimanere a vigilare fino alle 24 il piazzale allo scopo di dissuadere eventuali nuovi invasori.