Tursi si accorge dello spaccio libero a Certosa

Più che un parcheggio, un centro per lo spaccio notturno. È il ritratto del posteggio costruito sull'area ex-Fillea, a Certosa. La storia di questa terra di nessuno, già proposta da il Giornale, è approdata in Sala Rossa, a palazzo Tursi. «Per i residenti è diventato impossibile parcheggiare lì - racconta Umberto Lo Grasso, l'Ulivo -, è troppo insicuro. Non solo per lo spaccio, anche per i continui atti vandalici alle vetture. Nessuno ci va più, e spacciatori e compagnia hanno sempre più via libera».
Come si è arrivati a questo? Con accordi non rispettati, per un incrocio di competenze e responsabilità che, nella confusione, sembra che nessuno si sia mai preso. A questo, va aggiunta l'incuria e l'inciviltà dei frequentatori notturni. Che, complici buio e poco controllo, hanno trovato terreno fertile.
L'assessore del Comune di Genova, Francesco Scidone, dopo aver eseguito un sopralluogo, ha promesso maggiori controlli per la zona. La parte «nascosta» del parcheggio a due piani, sarà chiusa e riservata ai residenti. «Sarà ripristinata la video sorveglianza - spiega l'assessore alla sicurezza - e moltiplicate le ronde delle pattuglie della municipale. Ma, nel frattempo, andrà anche studiato un nuovo metodo di gestione della struttura».
Ed è sempre Francesco Scidone, in seguito a una interrogazione di Bernabò Brea (La Destra), a tornare a parlare di traffico. Il maxi ingorgo che ha bloccato Genova la sera del 15 di dicembre, per l'assessore non sarebbe da imputare a un evento straordinario. Semplicemente troppe macchine in circolazione per le arterie viarie, già seriamente provate, della città. «Le auto vanno lasciate a casa in questi giorni - dice Scidone, rinnovando l'appello già fatto dal vicesindaco Paolo Pissarello pochi giorni fa -. Conosciamo la città, non possiamo costruire delle nuove strade. Non ci sono altre soluzioni: le auto vanno lasciate a casa, specialmente in questo periodo dell'anno».
L'alternativa resta il mezzo pubblico. «Ma spesso i bus sono così pieni, da costringere le persone ad andare a piedi», dice Bernabò Brea. Gli risponde Scidone: «Il traffico privato va penalizzato. Saremo sempre per favorire il mezzo pubblico, renderlo più veloce. E - aggiunge - non abbiamo paura di dirlo».