Tursi spende 4,3 milioni solo di francobolli

Interrogativi di bilancio, seconda puntata. Il fatto che tra «città dove si vive bene» e «città creativa», «città accessibile» e «città sostenibile» le voci di spesa aumentassero a dismisura tanto da rendere necessario un adeguamento di bilancio per il Comune di Genova, aveva spinto qualche consigliere di opposizione a chiedere più chiarezza nei conti all’assessore Francesca Balzani. La quale, dopo qualche risposta pepata in consiglio a Raffaella Della Bianca, capogruppo di Forza Italia, ha fatto aver ai consiglieri un nuovo dossier che, in teoria, dovrebbe essere più chiaro, più esplicativo. Dovrebbe insomma spiegare con voci meno criptiche dove sono andati a finire i soldi. E in qualche caso è stato possibile capirlo. Con grande sorpresa di chi leggeva le singole voci.
Ad esempio, il Comune di Genova in un anno circa 4 milioni milioni e 300mila di euro in francobolli. Suddivisi in vari capitoli di bilancio. Inevitabilmente la più «spendacciona» risulta «la città dove si vive bene», che di spese postali vanta il record con 3.001.200 euro. Uno pensa che siano spese fatte dal Comune per il piacere dei cittadini, magari per mandare centinaia di migliaia di cartoline e di biglietti di auguri a tutti. Poi magari si scopre che in questa parte di bilancio ci sono le spese per le raccomandate con cui Tursi spedisce multe (sane o pazze che siano), richieste di pagamenti, ecc. Se 600mila euro si spendono in francobolli per «nuovi metodi di governo», resta da capire se i 490.733 euro di spese postali della «città creativa» debbano intendersi come investiti in una nuova collezione civica di francobolli per essere più «creativi» anche come investitori.
«Il fatto grave - insiste Raffaella Della Bianca - è che abbiamo chiesto maggiore trasparenza e queste sono le risposte. Un altro aspetto sconcertante sta nel fatto che nella parte di bilancio relativa alle spese per “acquisizione di servizi” ci siano tante voci diverse comprese molte consulenze, più una che prevede un investimento di oltre 2 milioni e mezzo per “prestazioni di servizi”. Sembra un gioco di matrioske. Se chiedessi di sapere cosa c’è dentro questa ulteriore prestazione probabilmente mi risponderebbero che ci sono dei “pagamenti per servizi” e così via. Questa è tutt’altro che trasparenza». E infatti Della Bianca presenterà una mozione per chiedere una semplificazione nella prossima stesura di bilancio.