Tursi spenderà 5 milioni di euro per rifare 35 km di marciapiedi

Oltre 35 chilometri di marciapiedi, 5 milioni di euro da spendere, un anno e mezzo di lavoro da parte di Aster, l’azienda servizi territoriali, per risanare l’80 per cento dei percorsi pedonali «più battuti», lunghi in totale 112 chilometri: sono le cifre del programma d’intervento voluto dal sindaco e attuato dall’assessore Giorgio Guerello (Lavori pubblici), d’intesa con Valter Seggi (Manutenzioni), e le circoscrizioni.
Vi siete giocati fino all’ultimo euro delle casse comunali, avvocato Guerello?
«Nelle condizioni della finanza in cui si trovano tutte le amministrazioni del Paese, e Genova non fa certo eccezione, anche per il taglio dei trasferimenti statali, uno stanziamento come questo per i marciapiedi della città è un onere non indifferente. Ma si doveva fare».
In effetti erano malridotti, in molti casi allo sfascio. Le persone più anziane e i disabili si lamentavano. A ragione.
«Sono loro, in effetti, gli appartenenti alle fasce deboli, i maggiori utilizzatori dei marciapiedi. Chi usa in prevalenza l’automobile magari non se ne accorge tanto, ma chi va a piedi ha qualche ragione di lamentarsi».
Mi sa di autocritica. O no?
«Non è questione di autocritica, torno a dire che le risorse finanziarie non ci consentono di intervenire, come sarebbe auspicabile, in tutte le situazioni di deterioramento. Oltre tutto, a Genova ci sono centinaia di chilometri di marciapiedi, non sarebbe possibile rifarli completamente. Ora abbiamo scelto di affrontare i casi più problematici».
Vi accusano d’aver privilegiato, come al solito, alcune zone rispetto ad altre. Guarda caso, seguendo il criterio dei quartieri più colorati di rosso rispetto a quelli più tendenti all’azzurro. Che ne dice, assessore?
«Mi difendo rimandando gli scettici all’elenco completo degli interventi e alle relative strade interessate. Ci sono tutte le nove circoscrizioni cittadine. I criteri preferenziali hanno riguardato solo lo stato problematico dei marciapiedi, non la loro ubicazione in questo o quel quartiere. Del resto, la selezione, che non si poteva evitare per le evidenti ragioni che abbiamo detto, è stata fatta dopo attenta verifica e in pieno accordo fra i due assessorati e l’Aster».
Vi siete dimenticati il centro storico.
«Niente affatto. La città antica è esclusa in quanto già interessata da altri programmi di riqualificazione».
Come si procederà, per coprire i buchi? Una gettata d’asfalto e via?
«Neanche per sogno. Le linee d’azione saranno due: dove il selciato è di pregio e abbastanza conservato, si interviene come se si trattasse di un restauro, sistemando le parti mancanti. Dove il deterioramento è ampio, verrà steso il conglomerato bituminoso».
Certo non ci uscirà un’opera d’arte.
«Ma qui bisogna essere chiari: se avessimo scelto solo la qualità artistica, avremmo speso tutti i soldi per pochi chilometri di strada. Se viceversa avessimo privilegiato la quantità, il rischio sarebbe stato quello di fare tanto e male. Si è scelto, a mio avviso correttamente, la strada dell’equilibrio. Ma sia chiaro: si tratta di un programma di interventi straordinario che testimonia l’attenzione di Tursi per la qualificazione della città anche con interventi in apparenza minori, ma molto sentiti dagli abitanti».
Basta barriere architettoniche?
«È uno degli obiettivi prioritari. Verranno creati percorsi per disabili visivi e motori. D’altronde, abbiamo anche deciso di dare priorità agli interventi relativi agli itinerari d’accesso a ospedali, scuole, servizi sociali».
Ma quando cominciate?
«La messa a punto definitiva a dicembre, l’inizio dei lavori a gennaio. Termine del programma, nell’estate 2007».
Prometta: da metà 2007 non inciampa più nessuno.
«Garantisco! Ovviamente, per quei 35 chilometri...».