«Tursi toglie i soldi ai disabili ma trova le case agli zingari»

Rivolta in Comune per la decisione di tagliare i finanziamenti ai portatori di handicap

Roberta Bottino

Forbici ben affilate e il Comune decide di tagliare i finanziamenti per l’inserimento in borsa lavoro dei disabili. Duecento persone in grave difficoltà fisica e psichica, allo stato attuale, rischiano di perdere i 150 euro mensili che permettevano loro di inserirsi nella società. Per l’ennesima volta il Comune di Genova, famoso per le sue casse sempre in rosso, decide di penalizzare le fasce più deboli.
Nella sala rossa di Tursi, in sede di consiglio comunale, è scoppiata l’accesa protesta. Decine e decine di disabili capitanati dal loro portavoce, il segretario della Consulta per l’handicap Giacomo Piombo, hanno riempito l’aula per manifestare contro l’assurda decisione della Giunta. Urla da stadio contro l’assessore alle Politiche del lavoro Mario Margini e applausi per i consiglieri d’opposizione, nonostante l’articolo 38 sulla delicata questione fosse stato presentato dalla maggioranza.
«Hanno sollevato un problema che la loro Giunta a creato - tuona con la solita enfasi Sergio Castellaneta di Liguria Nuova -. Con tutti i soldi che questa Giunta spende per iniziative inutili, potreste dare la borsa lavoro a diecimila disabili. È evidente il comportamento ambiguo di questi partiti della maggioranza, che vogliono sollevare un problema quando sono loro stessi i responsabili a livello politico di questa grave situazione». Dopo le frecciate alla maggioranza si è sollevato un polverone di polemiche legato all’occhio di favore che il Comune sembrerebbe avere nei confronti di nomadi ed extracomunitari. I figli privilegiati che arrivano da altri paesi, con altre culture scalzano non solo i genovesi, ma anche i disabili. «Non è giusto che una persona portatrice di handicap rimanga in mezzo alla strada per dare spazio ai nomadi - sottolinea Aldo Praticò di Alleanza Nazionale -. Ricordiamo che su cento sfrattati delle fasce deboli, solo 35 hanno avuto una casa».
Questa è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso. Borbottano i consiglieri dei partiti di maggioranza, addirittura c’è chi, come Ottavio Cosma del Gruppo Misto, si lascia scappare un «siete fascisti». Il capogruppo della Lega Nord Edoardo Rixi, bilancio alla mano, accusa il Comune di aver stanziato per nomadi ed extracomunitari ben 1.114,288 euro. «In un momento in cui il Comune di Genova ha risorse scarse - dice Rixi -, credo occorra dare la priorità non ai nomadi ma alle persone genovesi che hanno sempre lavorato nella nostra città. È scandaloso che non si trovino risorse per risolvere i problemi di queste persone e si vadano invece a fare investimenti per situazioni che oggi non dovremmo assolutamente garantire». L’assessore alle Politiche del lavoro Mario Margini giustifica questi tagli ai finanziamenti per l’inserimento in borsa lavoro dei disabili, con la difficile situazione in cui versano le casse comunali. «La scelta in sé è una scelta giusta - sentenzia Margini -. Nel bilancio preventivo del Comune non c’erano coperture finanziarie sufficienti per tenere in piedi quest’attività per tutto l’anno. Noi chiediamo che ci sia una collaborazione tra Comune, Regione e Provincia. Siamo d’accordo ad aprire un confronto tra questi Enti per riuscire a mantenere questa attività». Le parole pronunciate dall’assessore però, non sono servite a rasserenare gli animi dei presenti che sono usciti dall’aula rossa sbattendo la porta.