Tursi vuole tetti d’ardesia ma a spese dei cittadini

Il signor Mario è pronto a incatenarsi sotto casa. «Non è giusto, il Comune lascia il quartiere nel degrado, ma ora pretende il tetto in ardesia, più costoso di quello in tegole. Come possono farcela le giovani famiglie che magari stanno già pagando un mutuo?».
Se lo chiedono tutti - amministratore di condominio compreso - in via D’Andrade, a Sestri Ponente. Il tetto del palazzo è da rifare e in base alle regole comunali va realizzato obbligatoriamente in ardesia.
«Non si scappa, siamo nella “zona rossa” di Sestri, vale a dire quella più centrale, dove è previsto che tutti i palazzi, se cambiano il tetto, lo devono rivestire con abbadini (piccole lastre) di ardesia - spiega l’amministratore- I costi? Rispetto a un tetto in tegole sia va a spendere 11mila euro in più».
E i proprietari di appartamenti e negozi sono solo cinque. «Con il rifacimento della facciata il conto sale a 80mila euro - si arrabbia Mario Pozzuolo, proprietario di un negozio al pian terreno del palazzo - Il Comune fa bella la città con i nostri soldi e ci lascia nel degrado».
La zona - racconta ancora l’amministratore - ha infatti problemi con le fogne e l’acqua piovana viene scaricata in strada. Non basta. «Fino a qualche tempo fa c’era una legge regionale che aiutava economicamente chi cambiava il tetto mettendo l’ardesia, più bella ma più costosa di un rivestimento tradizionale. Questa legge, però, non è più stata finanziata».
E da allora c’è chi si è arrangiato «ricoprendo i tetti con guaine davvero brutte e dannose pur di rinviare il rifacimento del tetto».
Per questo il combattivo inquilino insiste: «Il rivestimento si può fare in tegole o si potrebbero addirittura risanare quelle esistenti. Se il Comune vuole l’ardesia, copra una parte dei costi!».
E se Tursi non interverrà? «L’ho detto e lo ripeto: mi incateno davanti all’ingresso del palazzo perché questa è un’ingiustizia - conclude Pozzuolo- E ho già in mente lo striscione da far sventolare». Dal tetto.