Tutankhamon morì in un incidente stradale

Secondo gli scienziati il faraone cadde da un cocchio durante una battuta di caccia

«Di lui una sola cosa è certa, la morte», diceva Howard Carter, l’archeologo inglese che nel 1922 ne scoprì il sarcofago. Perché tutta l’esistenza di Tutankhamon, dalle sue origini - madre e padre la cui identità è ancora incerta - alla sua fine - da molti considerata il frutto di un assassinio politico - è rimasta per migliaia di anni avvolta nel mistero.
Da ieri però, da quando il quotidiano britannico Independent ha anticipato il contenuto di un documentario che andrà in onda oggi sul canale inglese Channel Five, una certezza in più potrebbe esserci. E riguarda proprio la sorte del faraone bambino che regnò in Egitto quattordici secoli prima di Cristo, oltre tremila anni fa. Secondo un gruppo di scienziati, il re egiziano salito al trono tra i nove e i dieci anni, dodicesimo sovrano della diciottesima dinastia egizia, è morto durante una battuta di caccia nel deserto, cadendo da un cocchio in corsa.
Niente omicidio politico, insomma. Nessuna ritorsione di oppositori né trame del consiglio di reggenza che affiancò il baby-sovrano fino ai vent’anni, cioè fino alla sua fine. Tutankhamon è morto - dicono gli studi effettuati sulla tomba - a causa di una brutta frattura alla gamba, proprio sopra al ginocchio, e a una conseguente setticemia. Il colpo alla nuca che si riteneva fosse all’origine del decesso, potrebbe essere semplicemente il risultato dello svuotamento della scatola cranica eseguito dagli imbalsamatori. «Non fu ucciso, come ritengono in tanti - ha spiegato Zahi Hawass, segretario del Consiglio supremo delle antichità d’Egitto -. La caduta dal carro gli provocò una frattura alla gamba sinistra e secondo me è così che è morto». Una teoria che si fa certezza grazie all’utilizzo di sofisticate tecnologie, tra cui il Cat scanner, uno strumento medico computerizzato di alta precisione, lo stesso utilizzato per le Tac. E una scoperta che sembra essere supportata da altri elementi. Proprio i resti del cocchio trovati nella tomba sembrano, infatti, segnati dal logorio del tempo e della piena attività.
Insomma, Tutankhamon non sarebbe stato il re fragile e super-protetto dal suo entourage, come spesso si è detto. Il piccolo faraone amava la caccia e la praticava, anche a rischio della sua vita. I carri a bordo dei quali viaggiava non erano solo mezzi di rappresentanza e spesso venivano condotti dal re in persona. «Potevano raggiungere fino a 25 miglia orarie e a quella velocità non è difficile farsi seriamente male», ha spiegato all’Independent Lord Carnarvon, discendente della famiglia che finanziò la spedizione di Carter per scoprire la tomba del faraone. Al loro interno c’erano frecce utilizzate durante le battute nel deserto e anche corsetti speciali proprio per proteggere gli addominali dal rischio di eventuali brusche e pericolose cadute. Gli studi sulla corona di fiori trovata nella tomba e avvolta al collo del faraone dimostrerebbero che la morte è avvenuta tra dicembre e gennaio, nel mezzo della stagione ideale per la caccia.