La tutela della Chiesa contro stalinismo e modernismo cattolico

Con l’ortodossia l’unica barriera per la vera fede

Con varie iniziative nei prossimi giorni la Chiesa genovese ricorda Giuseppe Siri, un grande della chiesa cattolica e della città. Mentre Angelo Costa elaborava creativamente la funzione imprenditoriale libera dalle distorsioni e protezioni corruttrici dell'industria di Stato, Siri si confrontò dal laboratorio genovese con l'assetto della chiesa concordataria nella fuoriuscita dalla seconda guerra mondiale. Questa aveva disastrosamente concluso il processo di due malattie gravi delle libertà popolari procurate dall'ideologia del socialismo rivoluzionario nazionalista e statalista. La ricerca di una società superiore dopo l'epoca elitaria degli stati borghesi era incanalata in strade senza sbocchi da avanguardie di erronea cultura filosofica ed economica incarnati da personaggi paranoici come Stalin, Mussolini e Hitler. Gli errori spirituali, economici e culturali del mondo moderno avevano infettato la crescita della dignità e della libertà dei ceti popolari, a cui il ceto dirigente borghese, parassitato dalle anguste tenebre massoniche, non aveva procurato un adeguato sviluppo democratico delle istituzioni statuali e sociali, peraltro infestate dai privilegi di fasci e corporazioni.
Come liberare da questo male i ceti produttivi e popolari e la chiesa viva ingabbiata dai compromessi dei concordati di sopravvivenza di fronte alla volontà distruttrice delle ideologie totalitarie? Nel quadro del grande compromesso delle cultura antifasciste e afasciste che procurò la nuova Costituzione repubblicana, la Chiesa cattolica ottenne la recezione deli Patti Lateranensi nell'articolo 7, legandosi così allo sviluppo della nuova fase repubblicana. Ma Siri ,come Angelo Costa, affrontarono i problemi complessi e venati di contraddizione di un trapasso di intellettuali dai Littoriali del Duce alle due componenti principali, democristiana e socialcomunista della resistenza. Dossetti e Togliatti furono le espressioni di questa ambigua fuoriuscita dalle culture moderniste di uno Stato socialmente cristiano e di un Stato di democrazia progressiva in graduale egemonica marcia verso il socialismo nazionale, di cui si vedono ancora tante parodie. La Provvidenza frenò gli sviluppi di questo intreccio pernicioso suscitando i talenti di uomini con De Gasperi, Angerlo Costa, Einaudi, Di Vittorio e Siri con Pio XII. Essi permisero una ricostruzione morale e civile del paese che ancora regge la coscienza popolare genuina contro i persistenti assalti di quell'intreccio proditorio di stalinismo e modernismo cattolico.
Da Genova partì il contributo originale di settori decisivi della ricostruzione economica e spirituale. Siri condusse le trattative per la salvezza del porto e della città, anche oltre il comitato di liberazione. A Genova si praticò con don Repetto un vasto e significativo aiuto alla salvezza degli ebrei, ma anche una aiuto a gruppi di persone implicate nelle responsabilità dei regimi caduti, fuori dallo spirito di vendetta e rappresaglia, nella carità cristiana, che privilegia la persona sulle idee e che ama anche il nemico, senza condividere il male compiuto né giustificarlo. Siri guidòla conferenza episcopale italiana, per la totale fiducia del grande papa Pio XII vero innovatore nel solco esigente e fecondo dell'ortodossia cioè della Verità indisponibile dall'uomo. Siri vide meglio di molti di noi i pericoli delle innovazionui conciliari. Come Angelo Costa individuò nel sinistrismo borghese ed ecclesiastico la reviviscenza dello statalismo fascista, così Siri vide nel modernismo e nel dialogo scettico il tradimento di Cristo e l'auodistruzione delle basi soprannaturali della Chiesa cattolica. Chi come me vedeva negli adulti laici cristiani la rivitalizzazione delle comunità parrocchiali, fu sommerso negli equivoci del sinistrismo borghese e modernista, ormai dominato dai peggiori spiriti e dal delirio di cedimento alle false religioni. Siri mi diceva in privato che solo un clero fedele e santo poteva favorire e servire un laicato adulto e santo. Di fronte alle attuali precarie condizioni dell'uno e dell'altro stanno il messaggio e l'esempio di questo cardinale. Egli fu, pur nei suoi limiti, un vero vescovo della fede cattolica del popolo genovese. Nel clima dell'esaltazione di Sodoma e Gomorra, come sviluppo sinistro delle doppiezze costituzionali, l'ortodossia di Siri è barriera insuperabile a tutela della legge mosaica e naturale base della fede soprannaturale. In questo senso la lezione di Siri si mostra ancora feconda per la famiglia e la chiesa che da essa sola può nascere.