«Tutela delle opere d’arte Il Diocesano è un esempio per le chiese lombarde»

Il responsabile dei Beni culturali alle diocesi: «Catalogate i beni per combattere il contrabbando»

Marta Bravi

Ammirazione, stupore, meraviglia le espressioni che si alternano sul volto di Rocco Buttiglione, ministro per i Beni Culturali che ieri pomeriggio ha visitato la mostra «Carlo e Federico» al Museo Diocesano, accompagnato dal direttore del museo, Paolo Biscottini e da monsignor Crivelli, presidente della Fondazione Ambrosiana. «Una visita impressionante che colpisce un allievo di don Giussani e di Giovanni Testori»: questo l’incipit del discorso che il ministro ha tenuto alla conferenza sulla «Tutela dei Beni culturali della Chiesa».
«La cultura italiana ed europea - sottolinea Buttiglione - ci parla delle sue radici cristiane. Conservare questa opere significa, dunque, conservare la nostra memoria e la nostra identità. E la cosa è banale: l’80% dei beni che amministriamo sono chiese, conventi, quadri sacri. L’impatto che l’esperienza della fede ha avuto sul patrimonio culturale italiano e europeo è stato enorme». E il riferimento va a quanti l’avevano definito «bigotto» quando aveva chiesto che fosse inserito il concetto di radici cristiane nel testo della Costituzione europea. «È una questione pratica, non una battaglia ideologica», ribadisce con un sorriso.
Il patrimonio in gioco è veramente immenso se si pensa che nella sola Lombardia si trovano 10mila chiese, il 90% delle quali risalgono ad almeno 500 anni fa e 2.877 comunità religiose, ognuna con le sue ricchezze, come ricorda monsignor Crivelli. «Finora abbiamo catalogato 6 milioni di opere. Invito le diocesi italiane a fare un passo avanti nella catalogazione dei beni ecclesiastici, in cui siamo indietro» esorta il ministro. Ad eccezione del Diocesiano «museo serio e credibile» che vanta prestigiosi prestiti internazionali grazie anche all’accurato e serio lavoro di catalogazione delle opere che compongono la vasta e ricchissima collezione. La catalogazione e l’archiviazione delle opere, infatti, sono il primo passo per la salvaguardia del patrimonio artistico e per la lotta al contrabbando. Quando un’opera è schedata, infatti, è molto più difficile che venga rubata. Ed è stato proprio Buttiglione a firmare, a metà gennaio, l’accordo con il governo cinese per la lotta al contrabbando delle opere d’arte.
Il secondo punto fondamentale affrontato dal ministro riguarda la sicurezza nei musei. «In Italia abbiamo sviluppato dei buoni sistemi di sicurezza per quanto riguarda la tutela dei beni, ma non delle persone. Davanti al terrorismo internazionale la sicurezza va rafforzata ulteriormente», spiega Buttiglione. Niente panico, però. «I nostri musei sono sicurissimi». Parola di ministro.