Tutelare i gioielli architettonici degli Anni ’30

Fabio Rampelli, architetto, consigliere regionale di An dal 1995 al 2006, parlamentare da due legislature, è membro della commissione Cultura alla Camera. Roma è città d’arte unica al mondo. Ricca di ambienti, ma anche vittima di scempi architettonici, di degrado, di appalti per lavori di restauro mai iniziati o che procedono col contagocce. Vedi il Colosseo. Vedi le Mura Aureliane. Con Rampelli iniziamo un tour attraverso la Roma città d’arte e cultura, così come appare dopo 15 anni di centro-sinistra.
Pochi giorni fa lei, Rampelli, ha denunciato la beffa del restauro dell’obelisco in travertino del Foro Italico. Che è successo?
«Per due anni l’obelisco è rimasto coperto dalle impalcature e dai teloni pubblicitari. Tutto incartato. Neanche l’ombra di un operaio. Circa 15 giorni fa, improvvisamente, qualcuno mi ha avvertito di strani movimenti tra le impalcature. Sono andato a dare un’occhiata. Alcuni operai, che tutto sembravano fuorché restauratori, erano al lavoro con una sabbiatrice».
Che cos’è una sabbiatrice?
«Una macchina che si usa per pulire le facciate in cortina o travertino dei palazzi moderni. Non si può usare per i restauri, perché ha un impatto violentissimo che rende porosa la pietra, la indebolisce. Era praticamente in atto un tentativo subdolo di fare in 30 giorni i lavori che non sono iniziati in questi due anni. Con danni irreversibili al monumento».
E che ha fatto?
«Ho chiamato i carabinieri e predisposto un’interrogazione parlamentare per chiedere conto dei comportamenti della Soprintendenza ai Beni architettonici. La stessa che si è contraddistinta per non aver tutelato l’architettura anni ’30 dalla foga distruttrice di Veltroni e Rutelli. Basti pensare alla Teca del Morpurgo che conteneva l’Ara Pacis, demolita per fare posto allo scatolone di Meier, o alla rimozione degli infissi originali dell’Eur sostituiti da esemplari in alluminio. O, peggio, al tentativo di cementificare il centrale del tennis e l’intero Foro Italico, magari con la scusa dei Mondiali di nuoto».
Al Foro Italico non se la passano tanto bene neppure i mosaici...
«Sono clamorosamente compromessi perché i sindaci di sinistra non hanno avuto alcuna considerazione per l’architettura anni ’30. La vengono a fotografare americani e giapponesi, mentre noi ancora subiamo la damnatio memoriae del secondo dopoguerra. La conseguenza è la barbarie culturale, il tentativo assurdo di mercificare uno dei più suggestivi monumenti moderni d’Italia, un capolavoro urbanistico ispirato all’antica Olimpia».
Ma Rutelli e Veltroni non si erano impegnati a valorizzare i monumenti? In che condizioni è oggi, ad esempio, il Colosseo? «Il Colosseo? È presto detto. Mi è arrivato giusto questa mattina da Ilaria, una guida turistica, questo sms: “Oggi abbiamo toccato il fondo del degrado, - mi scrive - alle 7,45 almeno 30 persone dormono fra gli archi dell'Anfiteatro Flavio, sotto gli occhi dei turisti”».
È frutto del caso?
«Niente affatto. A Roma annegano nel degrado e nella trascuratezza il Foro Romano, il Foro Minerva, i Mercati Traianei, il Circo Massimo, il Pantheon, il Parco degli Acquedotti e quello di Colle Oppio, l’Appia antica, gli spazi antistanti le grandi basiliche, le Mura aureliane... E intanto si vorrebbero spendere 500 milioni di euro per la Nuvola di Fuksas, 750 per la città dello sport di Tor Vergata e così via. È la mentalità provinciale degli amministratori romani che trattano la capitale come fosse una qualsiasi città del mondo». (1/continua)