Tutta Camogli pronta all’assalto dei 100mila golosi di maxi-frittura

Nel prossimo fine settimana offerte gratis 30mila porzioni

Trenta quintali di saporito pesce azzurro sono quasi pronti per essere gettati a sfrigolare nell’olio bollente di una maxipadella da primato. È già partito a Camogli il conto alla rovescia per la 57ª Sagra del Pesce che culminerà domenica prossima, 11 maggio, con la distribuzione gratuita della maxifrittura in piazza. Ma i festeggiamenti cominceranno già giovedì alle 19 sulla Terrazza Miramare con la cerimonia del premio Camogli 2007, assegnato a quei camogliesi che con la propria attività valorizzano l’immagine di Camogli in Italia e all’estero. Il premio è stato assegnato a Dario Bonuccelli, concertista di fama internazionale, a Claudio Celon, asso della vela e alla memoria di Gualtiero Schiaffino, editore, disegnatore, ma soprattutto persona di grande valore umano. Inoltre saranno consegnati il «Padellino d’oro» e il premio Friol al giovane studente universitario Matteo Bozzo, ideatore del manifesto dell’attuale edizione selezionato da una giuria di esperti «per la sua vivacità, pulizia grafica e il forte impatto emotivo e concettuale». Tiziana Schellembrid e Alice Banfi riceveranno invece il «Padellino d’argento».
Invece sabato prossimo si svolgerà la processione in onore di San Fortunato, patrono di Camogli con l’arca del santo e la banda Città di Camogli. Sono attesa almeno 100mila persone che potranno gustare gratuitamente il pesce fritto nell’olio Friol, che da otto anni è lo sponsor ufficiale della manifestazione.
La storia della Sagra del pesce nasce dall’idea di una ventina di pescatori che, nel 1952, anno della prima edizione, friggono il pesce per gli ospiti fino a tarda sera in sei piccole padelle. L’anno successivo raddoppiano le padelle e si moltiplicano i visitatori, nel 1954 viene impiegata la prima grande padella commissionata all'officina Metalli di Calata Gadda a Genava: 4 metri di diametro, 6 di manico, peso complessivo 11 quintali. Un primato che renderà la sagra famosa nel mondo tanto che nel 1955 verrà trasmessa in Eurovisione.
Da qui in poi è tutto un crescendo: nel 1959 finisce in acqua il padellone durante il trasferimento alla vigilia della sagra e il grande sub Duilio Marcante partecipa al recupero. Via via, passando gli anni, la padella diventa sempre più grande fino ad arrivare a quella record di oggi: non più di ferro ma d’acciaio ha un diametro di tre metri e ottanta centimetri e pesa 26 quintali.