«Tutta la sera a ballare Già da studente ero un gran pirla»

Beppe Braida, come è stata la sua mitica notte prima degli esami?
«È stata una notte agitata, non per la tensione ma perché sono andato a ballare».
Era agitato anche durante l'anno?
«Avevo 7 in condotta perché già facevo il pirla. Prima che lo facessero in tv, io già doppiavo i professori, e i compagni facevano capannello intorno a me invece di ascoltare l'insegnante. Questo era sempre motivo di sospensioni e ramanzine».
Che scuola frequentava?
«L'Istituto tecnico per geometri, a Torino, poi ho fatto due anni di Architettura, che ho abbandonato perché mi sono messo a suonare la batteria. Devo dire però che in matematica ero un asino: avevo sempre 4».
E come mai voleva fare l'architetto?
«Mi ha sempre interessato l'aspetto creativo, ma se tornassi indietro, farei il liceo classico e, all’università, opterei per Giurisprudenza».
Perché mai?
«Perché invecchiando si diventa più saggi».