Tutte le battaglie di un prelato controcorrente

«La nostra società deve ancora avvertire il sapore del marcio che viene in bocca dal tipo di vita che sta conducendo».
«Una Chiesa mesta, anche nei momenti di prova, è una caricatura dell’inferno».
«Fra non molto saremo come negretti o indios da catechizzare»
«I documenti che pubblica la Chiesa oggi sono troppi. Ci si illude di aver risolto i problemi perché si stendono dei testi».
«Sogno un Concilio che metta in otto/dieci cartelle ciò che è diluito in innumerevoli pagine: ciò che si deve credere e fare».
«Se la Chiesa dimentica Gesù Cristo si rende meno interessante di una bocciofila».
«Il distintivo del cristianesimo è il Credo, non il dialogo. Sui “può darsi” nessuno impegna la vita».
«I seminari sono sempre più vuoti e oggi ci si muove dentro in monopattino».
«Credo di aver diritto di non vedere la Tv di Stato, questa Tv di Stato. Che vengano e me la sigillino, che mi proibiscano di vedere i programmi della Rai».
«Chi invoca l’eutanasia in realtà sta chiedendo di tenergli la mano».
«La sola cosa che chiederà al mio successore? Di poter continuare a confessare».