Tutte le bugie di Burlando per aumentare le tasse

(...) della Sanità che la giunta Biasotti avrebbe lasciato in eredità tanto da costringere la giunta di centrosinistra ad aumentare le tasse non è la cifra da capogiro indicata fino a ieri. Nero su bianco a pagina 2: «Il disavanzo residuo 2004, per il quale occorre trovare copertura è stimato in 55 milioni di euro». Lo stesso vale per il 2005. Pagina 3: «Gli aggregati da assoggettare a correzione con la manovra 2006 sono da prevedersi in 55 milioni di euro per il 2004 e 147 milioni di euro per il 2005».
Ed ecco svelato il mistero dei conti, finalmente, la maggioranza a dire che c’è un buco di 400 milioni di euro sui due anni, l’opposizione a gridare alla menzogna, ieri se domandavi ai consiglieri a quanto ammontasse il deficit ognuno sparava una cifra diversa. Semplicemente è vero, «il disavanzo gestionale economico del settore sanitario ligure per il biennio ammonta a circa 400 milioni di euro». Solo che i numeri dipende sempre da come li guardi. Così, càpita che per il 2004 ci sia un saldo negativo di 294 milioni. ma che, al netto dei rinnovi contrattuali che peseranno sul 2005, il fabbisogno finanziario sia di 196 milioni. E che a quei 196 milioni ne vadano tolti 54 quale «concorso al ripiano dei disavanzi pregressi 2001 - 2003», altri 19 di «risorse finalizzate al piano disavanzi sanitari dal bilancio regionale» e i 25 milioni di euro che «perverranno dal concorso al ripiano disavanzi 2001 - 2003 Irccs» e cioè il risarcimento per i fondi anticipati per gli istituti di ricerca sui quali da mesi si accanisce l’autodifesa dell’ex governatore Sandro Biasotti. Macché. Ieri ci ha provato Forza Italia: «Se la giunta riconoscerà che aumenta le tasse non per colpa dell’amministrazione Biasotti ma perché vuole mantenere le sue promesse elettorali, dalla stabilizzazione dei precari al fondo per la non autosufficienza, allora non faremo ostruzionismo» l’ha buttata lì Luigi Morgillo il capogruppo. Gli ha risposto ironico Ubaldo Benvenuti dei Ds: «Se gli basta che non lo diciamo più va bene, ma la colpa resta della giunta Biasotti». E allora che guerra sia.
Ieri Gianni Plinio il capogruppo di An ha fatto l’appello dei falchi, richiamando all’ordine Morgillo: «È nostro compito di oppositori non far passare una manovra tanto iniqua». Alla fine anche l’azzurro si è convinto. La battaglia comincia domani e l’ostruzionismo è già iniziato: ieri il biasottiano Matteo Marcenaro di Per la Liguria, vicepresidente della Prima Commissione chiamata a votare il disegno di legge sull’aumento di Ire e Irap, ha negato al presidente Benvenuti l’intesa sull’ordine dei lavori della commissione. Significa che l’odg andrà votato dalla commissione stessa e che l’opposizione ne approfitterà per parlare almeno un paio d’ore. Dopodiché, chiederà che la commissione indica le audizioni di sindacati e associazioni di categoria. I Ds ieri han risposto picche: «Alla linea dura si risponde con durezza». Ergo sarà ostruzionismo in consiglio regionale nel tentativo di far saltare la manovra fiscale, che per essere applicata deve essere approvata entro il 2005.
L’intera Finanziaria regionale firmata dall’assessore al Bilancio Giovanni Battista Pittaluga in giunta arriva oggi. Come già anticipato dal Giornale è imperniata su due operazioni: la valorizzazione e dismissione del patrimonio immobiliare, le Asl dovranno comunicare entro il 31 dicembre 2006 l’elenco degli immobili da dismettere. E l’azionamento della leva fiscale: inasprimento dell’imposizione indiretta per circa 26 milioni di euro (Irap al 5,25 per cento e nuova imposta sulla benzina allo 0,0258 euro al litro) e l’innalzamento dell’ex Irpef per 71 milioni. Fra i provvedimenti spiccano poi l’aumento delle tasse universitarie, da 77 a 95 euro per un incasso di 3,5 milioni di euro e l’incremento da 66,62 a 90 euro dell'abilitazione all’esercizio venatorio, per un gettito complessivo di 2.335.000 euro. Alla fine, le tasse porteranno nelle casse regionali 90 milioni per il 2006 e 110 per il 2007, quando scatterà anche l’aumento del 10 per cento del bollo auto. Dalla vendita del patrimonio invece, De Ferrari incasserà 65 milioni l’anno prossimo e 20 nell’anno successivo. Dice Claudio Montaldo l’assessore alla sanità che ogni anno una parte delle entrate verrà stornata per coprire il disavanzo della sanità. Ma poiché, si diceva, il disavanzo non è quel mostro a troppi zeri che porterebbe la Regione dritta al commissariamento, dove vanno tutti questi soldi? Si è tradito ieri Benvenuti: «La nostra priorità è coprire il buco della Sanità. Ma certo se non volessimo fare tante cose le tasse avrebbero potuto essere più basse». Non a caso la manovra pensa al triennio 2006-2008. Le «cose» le avevano annunciate in campagna elettorale. Eran parecchie e Biasotti si disse «proprio curioso di vedere con quali fondi le farete». Eccoli.