Tutte le forme del jazz

Michela Giachetta

Non ha più bisogno di presentazioni. Villa Celimontana ormai ha il suo posto nell’olimpo del jazz e non ha più bisogno di presentazioni. Giunto alla sua dodicesima edizione questo festival si presenta rinnovato nella cornice e nelle iniziative promosse, ma si conferma un punto di riferimento per tutti gli appassionati di jazz. Lo storico giardino romano diventa, infatti, teatro ideale dei grandi complessi in onore di Duke Ellington, Fletcher Henderson e degli altri grandi pionieri di un genere musicale che si è diffuso, con tutta la sua carica innovatrice, al di là degli oceani che costituiscono i confini naturali degli Stati Uniti. Questa sera tocca a Mario Raja (sax tenore) e alla sua Big Bang. Raja, per lo spettacolo di oggi, ha riunito quasi tutti i componenti della formazione originale, divenuti nel frattempo talmente noti da non avere bisogno di presentazioni. Domani, invece, salirà sul palco alla Sandro Deidda Bossa Band. La Bossa Band è un ottetto di «all stars», alla guida del tenorsax salernitano: «Il progetto di questa band brasiliana - spiega Sandro Deidda - nasce unicamente dal mio amore per la musica di Antonio Carlos Jobim». La prima settimana si chiuderà domenica con la Jazz Art Orchestra, diretta da Carlo Gelmini e composta da musicisti come Fabrizio Bosso, che con la sua tromba è garanzia assoluta per ogni formazione.
Ma la rassegna, che si concluderà il 3 settembre, non offrirà solo jazz «autentico», soddisfacendo così tutti gli appassionati «integerrimi». Presenterà, infatti, anche tutte le altre sfumature di questo genere musicale. A cominciare dal funk, che infonderà un’atmosfera festosa fatta di groove e ritmi travolgenti. Si parte con Kool & The Gang, il celebre gruppo famoso per due hit del calibro di «Ladies Night» e «Get down on it»: entreranno a Villa Celimontana il primo luglio. L’8, invece, toccherà a Nile Rodgers degli Chic, la band che ha reinventato la disco music alla fine degli anni Settanta con il brano «Good Times». Dal 10 al 17 luglio, invece, il festival apre a una sorta di workshop di musica elettronica, in cui si esplorano le diverse espressioni strutturali di quest’arte contaminata, seguendo l’intricato panorama musicale che si cela dietro macchine, laptop, computer grafica e tutto ciò che ruota intorno al mondo del digitale. Fra gli altri, il 14 luglio saranno sul palco gli Incognito, pionieri dell’acid jazz.
La rassegna dedica spazio anche al Brasile: la scelta degli organizzatori di Villa Celimontana è stata quella di preferire proposte originali di elevato profilo a nomi già consolidati, visti e rivisti sui palchi italiani. Ma spazio ci sarà, nella settimana dal 2 al 7 agosto, anche per il blues, fonte imprescindibile per il jazz. Due giornate, il 18 e il 1° agosto saranno, invece, dedicate al jazz teatro: i ruoli di attori e musicisti si confonderanno sul palcoscenico, in una sinergia di suoni, movimento, danza e letteratura. Nell’intento di proporre il jazz come idioma universale e di unione fra popoli, verrà inoltre presentata una sezione dedicata a Paesi e culture diverse: Slovacchia, Finlandia, Svizzera le protagoniste. Unite a Roma da un linguaggio comune, quello del jazz, presente e futuro.