Tutte le invenzioni che fanno un popolo

Il kilt? Braveheart non lo portava perchè è nato solo a fine '700

Il Natale della tradizione olandese riscoperto a New York nell'Ottocento. La festa globalizzata di oggi parte da lì. Ma in realtà per gli studiosi una tradizione olandese trapiantata a New York non c'è mai stata: il passaggio da Sinterklaas a Santa Claus più che una riscoperta è un'invenzione vera e propria. E casi del genere sono tutt'altro che rari. Un gruppo di storici inglesi guidati da Eric Hobsbawn (autore, tra l'altro, di un libro di grande successo, «Il Secolo breve»), ha studiato il fenomeno in un volume dal titolo esplicativo: «L'invenzione della tradizione».

La fittizia continuità con il passato, dice Hobsbawn, serve per stabilire pratiche «di natura rituale o simbolica che si propongono di inculcare determinati valori e norme di comportamento». Vista la provenienza geografica degli autori molti esempi riguardano la Gran Bretagna. Hobsbawn e compagni spiegano per esempio come molti degli usi e costumi, apparentemente antichissimi, della monarchia inglese sono in realtà frutto di elaborazioni Ottocentesche.

Ancora più curioso il caso, quasi paradossale, del kilt scozzese. Secondo l'opinione diffusa è una specie di divisa d'ordinanza degli antichi clan delle Highlands, il lembo più a nord dell'antica Britannia. A diffonderne la popolarità sono stati film indimenticabili come Braveheart, ambientato nella Scozia del XIII secolo. Il problema è che Braveheart e i suoi seguaci non avrebbero mai potuto la pittoresca gonna in tartan. Per una ragione molto semplice: il kilt è stato inventato alla fine del Settecento da un industriale inglese di origine tedesca, Thomas Rawlinson. Trasferitosi in Scozia per avviare delle attività industriali, notò che l'abbigliamento dei suoi operai, un plaid che serviva anche da coperta e veniva raccolto in vita a formare una sorta di gonna, era ingombrante e poco adatto al lavoro moderno. Si mise a tavolino e disegnò un tipo di indumento che poteva conciliare praticità d'uso e rispetto dei costumi locali.

La trovata fu usata per qualche tempo ma sembrò finire alla svelta nel dimenticatoio. Se non fosse che dopo il 1780 la diffusione del movimento romantico in Scozia spinse la buona borghesia di Aberdeen ed Edimburgo, le città in cui erano maggiori i rapporti con il resto d'Europa e in cui più velocemente arrivano le nuove idee, a riscoprire la tradizione medievale.

Sotto il plaid raccolto in vita gli antichi scozzesi indossavano anche una tunica, spesso di color ruggine o marroncino per mimetizzarsi nella brughiera. Per raggiungere il colore desiderato si usava lo zafferano, ma spesso si sottoponeva il tessuto a lunghi bagni di urina.

L'abitudine contribuiva a dare un carattere davvero primitivo ai veri indumenti tradizionali e anche per i romantici la passione per il «buon selvaggio» ha dei limiti. Così i giovani alla moda preferirono orientarsi verso il finto vecchio kilt. Una nuova tradizione era nata.