Tutte le libertà negate dallo stato d’emergenza

Lo stato d’emergenza proclamato ieri dal presidente pakistano Musharraf ha conseguenze dirette sulle libertà pubbliche, il potere giudiziario, i media, le pubbliche istituzioni e le elezioni previste per il prossimo gennaio.
Diritti fondamentali: è sospesa la Costituzione e quindi i diritti relativi a libertà di movimento, riunione, espressione.
Sistema giudiziario: la Corte suprema avrebbe dovuto pronunciarsi sulla legittimità dell’elezione di Musharraf per un secondo mandato. È stato deposto il presidente della Corte, Iftikar Mohammed Chaudhry, giudice mai stato docile col potere. Lo ha sostituito Hamed Dogar, considerato vicino a Musharraf. Tutti gli altri magistrati hanno dovuto giurare fedeltà al presidente. Alla Corte è proibito mettere in discussione lo stato d’emergenza
Media: proibito ogni commento che diffami il generale, il suo governo, le forze armate; proibito mostrare immagini di kamikaze o pubblicare dichiarazioni di terroristi.
Governo ed elezioni: il Parlamento nazionale e le assemblee provinciali continueranno a funzionare fino a fine legislatura, il 15 novembre. Poi il potere esecutivo sarà in mano a un governo a interim per 60 giorni, fino all’organizzazione di elezioni. Il governo ha perà annunciato che il voto sarà rinviato di almeno un anno.