Tutte le «notti» di Vaporidis: «Troppi snob, sono film veri»

Esce il 19 marzo «Questa notte è ancora nostra». Il protagonista: «Anche queste storie danno emozioni e per le emozioni non c’è prezzo. Io spero che il filone duri a lungo»

da Roma

L’evanescenza è nel nome, con quell’evocazione di leggerezza cosmopolita. Ma quando si tratta di abbracciare, stringere, baciare una ragazza, il ventiseienne Nicolas Vaporidis, bella faccia da schiaffi intorno agli occhi levantini furbissimi, diventa quel che è: un Romeo d’oggi, non necessariamente muscolare. Basta vederlo mentre, nella commedia corale Questa notte è ancora nostra (dal 19 nelle sale), abbranca tra le sue coscette l’esotica Jing (la nippo-italiana Valentina Izumi), sullo sfondo delle dune di Sabaudia, dove i due hanno trascorso una notte d’amore, addossati a una barca. E pazienza se quest’ennesimo film giovanottistico di Paolo Genovese e Luca Miniero si abbevera alla fontanella dei teen movie nostrani, che fanno sfracelli al botteghino, nonostante l’esiguità delle idee: qui si copia Il mio grosso, grasso matrimonio greco, saltandolo in salsa cinese, per dire.
Intanto, il piacente Nicolas non ci sta, perché lui, cresciuto a Roma da nonna Eleonora e da mamma Elvira, sa che cosa significhi farsi largo nella vita, da soli, lavorando di gomito, ancorché tatuatissimo. E siccome al suo ruolo di cassamortaro con velleità rock, al suo Massimo, insomma, che nella capitale odierna perde la testa per una coetanea cinese, ci crede per davvero, sbotta da sotto al cappellino stile Blues Brothers. «Macché musicarelli! Io non mi rifaccio né a Massimo Ranieri, né a Nino D’Angelo: loro sono veri cantanti e io, insieme al mio amico Andrea, cioè Massimiliano Bruno, sono un cialtrone. Provo a cantare, a mettere su un gruppo rock, in modo comico. Racconto un lavoro particolare, quello del becchino, con una vena di malinconia, che ogni tanto mi prende. Basta con lo snobismo nei confronti dei film per ragazzini!».
Del resto, le cifre degli incassi, Moccia o Brizzi che sia, danno ragione allo spazientito Nicolas, solitamente nei panni del pariolino fichetto (Come tu mi vuoi) o del Peter Pan baciatore (Notte prima degli esami, 1 e 2) vuoi di Cristiana Capotondi, sua ex fidanzata, vuoi di Carolina Crescentini.
Qui, invece, l’attore è impiegato alle pompe funebri del padre (il comico Maurizio Mattioli, divertente quando mangia spaghetti di soia col santino di Alberto Sordi a benedire l’intruglio) e sogna d’incidere un disco: il manager Cicchillitti (Franco Califano, un cantautore in carne e ossa) gli darebbe pure spago, se solo lui inserisse nella band una voce femminile, tassativamente esotica (Ce voleva ’aa negra!, esclama il discografico, quando canta Jing). Nella Roma multietnica di Piazza Vittorio, poteva mancare una cinesina dai capelli di seta, che disprezza i maschi cinesi («sono giallini, non hanno peli», fa lei, carina, quindi esigente) e pratica il kung fu?
«Magari potessi girare un film più impegnato, che so, magari con Sorrentino. Mi piacerebbe poter spaziare: la versatilità è importante, anche se a me riesce bene la commedia all’italiana e parlo di Mastroianni, Sordi, Totò», riflette Nicolas, che ha acceso un mutuo per la casa: dopo aver guadagnato poco con Notte prima degli esami, ora comincia a vedere soldi a tempesta, anche per via delle serate o delle inaugurazioni dei centri commerciali. «Crescendo io, crescono i film. Recito in storie senza tempo, senza età o categorie e questo mi rende contento. Da Notte prima degli esami le persone uscivano emozionate: non c’è prezzo per le emozioni», spiega Vaporidis, che amerebbe «continuare a sfruttare il filone, finché è possibile».
Intanto, informa la produttrice Federica Lucisano, è in preparazione un’altra Notte prima degli esami, perché ormai il gruppo di lavoro di Fausto Brizzi (qui sceneggiatore) e compagnia scrivente è in piedi da un po’, né mancano gli sponsor. In Questa notte è ancora mia i marchi si sprecano, con soddisfazione della divisione italiana Disney distributrice. E che ci fa il giornalista televisivo Giovanni Floris, col camice da cassiere, al supermarket? Rimanda a Ballarò e ai filmini, girati da Genovese-Miniero, per spiegare ai teleutenti l’Italia di oggi... Il brand è salvo e i registi, dopo l’esordio di Incantesimo napoletano, quasi ripetono una magia romana, con l’incontro, sul set, di Nicolas con la sua nuova fiamma, Ilaria Spada (qui, Maria).