Tutte le novità di chi ama «GenovA»

È uscito il numero 5, ai primi di settembre. Puntualissimo, neanche il tempo di indugiare per rimettersi in sesto dopo la fatica delle ferie estive. Segno, la tempestività in edicola, che lo staff del mensile «GenovA-Zena» - di questo si scrive, con doverosa attenzione nei confronti di chi rema a favore della città - non ha smesso, sotto la sferza del solleone, di osservare, annotare, elaborare, riferire, comunicare. Dunque tutto come prima, nel solco già collaudato dal «numero 0» fino al 4? Neanche per sogno. Le novità della rivista sono tante, in parte annunciate e in parte effettive: la diffusione, innanzi tutto, che da ora in poi si farà in edicola, praticamente in ogni quartiere cittadino; poi, lo spostamento della sede al 20° piano della centralissima Torre San Vincenzo, per usufruire di spazi più funzionali ed essere ancora più vicini al «cuore» della città. Inoltre c’è la conferma della «separatezza» - logistica, non comportamentale - fra l’associazione «GenovA» presieduta dal comandante Remo Benzi e il magazine, ciascuno perfettamente autonomo e in grado di marciare da solo pur nella condivisione di intenti. Si potrebbe, magari, sorvolare sulla novità-prezzo che passa da 1 a 2 euro, peraltro ampiamente giustificati dalla cura della veste grafica e dalla ricchezza di contenuti. Ingiustificabile, invece, sorvolare sulla missione di fondo del mensile fortissimamente voluto dal tandem Elio Domeniconi-Etta Palmieri, compagni-complici di vita e di professione. In questo senso, non è cambiato nulla: alla base, la stessa, incrollabile fiducia nell’avvenire della città e di chi le vuole bene. Lo sottolinea, in apertura, anche il fondo del direttore editoriale Walter Cherchi, uno che nuovo è per «GenovA», non certo per i genovesi e gli operatori della comunicazione: «Vogliamo - scrive Cherchi - fare qualcosa per la nostra città sempre un po’ troppo addormentata, che ultimamente ha fatto parlare di sé più per gli scandali che la riguardano che per le sue potenzialità imprenditoriali, politiche e turistiche. Il nostro obiettivo è quello di vedere risorgere Genova e di essere i testimoni del suo cambiamento». Un cambiamento cui tutti dovrebbero concorrere. Solo uno ci mancherà, a remare per «GenovA» e per Genova: Renzo Picarreta, fotografo e non solo, che se n’è andato all’improvviso, una notte d’estate, quando ancora voleva impegnarsi a pieno regime per la causa. Ma il suo testimone è stato raccolto da altri. Che guardano avanti, al futuro, anche se non dimenticano chi «rema» ancora con la traccia che ha lasciato.