Tutte le ombre di Ancelotti: «Gol valido, rigore non dato»

«Presi fischi per fiaschi». E Gilardino: «Peccato, la mia era una rete importante»

Marcello Di Dio

nostro inviato a Firenze

Ai milanisti quella bandierina alzata sul secondo gol di Gilardino non è andata proprio giù. E così il duello tra la punta rossonera e Toni che poteva finire in parità, si conclude con il successo di misura dell’attaccante viola. Adriano Galliani preferisce non commentare l’episodio dubbio, Carlo Ancelotti è invece molto arrabbiato. «Il gol di Alberto era regolare, il guardalinee (Cristiano Copelli di Mantova, ndr.) ci ha detto che Gila aveva trattenuto Di Loreto, ma ha preso fischi per fiaschi...». È irritato più che deluso il tecnico del Milan, che con la battuta d’arresto di Firenze interrompe una serie di otto vittorie consecutive, a un passo dal record della Juventus (arrivata a nove). «Una spinta di Gilardino? Io non la vedo proprio, semmai cerca di liberarsi da una trattenuta – prosegue Ancelotti -. L’arbitro era a dieci metri, il guardalinee a quaranta, non so come abbia fatto a giudicare così. Dirò di più, a quel punto ci poteva stare anche il rigore». Come poteva esserlo l’intervento con il braccio di Brocchi. «Secondo me Rodomonti era coperto, la mano era però larga, insomma ci poteva stare il penalty. Secondo me oggi il Milan non è andato male, siamo stati penalizzati con valutazioni di questo genere. Il risultato è troppo pesante, magari ci siamo complicati noi stessi la vita con alcune disattenzioni. E il gol di Toni all’inizio ci ha fatto giocare in salita».
Qualcuno ora mette sotto accusa il Milan, incapace di rispondere alla Juventus, tornata a cinque punti di distanza come alla vigilia dello scontro diretto di San Siro vinto dai rossoneri. «Non parlerei di perdita di equilibrio della squadra, in fondo venivamo da otto successi consecutivi. Non abbiamo arrancato, anzi abbiamo mostrato un gioco dinamico e vivace. Mi sembra di sentire i discorsi che avevate fatto dopo la sconfitta di Genova, speriamo che come allora portino fortuna...». Non mancano comunque i complimenti agli avversari. «La Fiorentina ha fatto il suo, ha sfruttato le occasioni, le stesse che abbiamo avuto noi. I viola hanno chiuso bene gli spazi centrali, quindi abbiamo dovuto allargare il gioco penalizzando la nostra manovra in verticale. Noi dobbiamo rimproverarci di aver giocato sempre in rimonta, anche se meritavamo di più, nonostante la Fiorentina abbia dimostrato di essere all’altezza di squadre importanti. Ma la cosa più evidente della partita alla fine è l’annullamento del gol di Gilardino».
Il diretto interessato sull’episodio precisa: «Di Loreto mi ha trattenuto in area, io ho cercato di liberarmi. Peccato, avevo segnato un gol importante, che poteva regalarci il pari». Concludendo diplomaticamente che «ora il Milan deve pensare all’importante partita di Istanbul, ma intanto faccio i complimenti al mio ex allenatore Prandelli e alla Fiorentina che sta facendo un eccellente campionato». Capitan Maldini emette una sentenza secca: «Rodomonti ha arbitrato con un certo metro, per tutta la partita ha lasciato correre spinte e trattenute, Toni è un attaccante molto forte fisicamente. L’uniformità di giudizio l’ha rotta il suo assistente, predendosi la briga di cambiare questa filosofia. Comunque, al di là degli episodi sfortunati, abbiamo perso contro una grandissima Fiorentina». Secondo Nesta, Copelli «si è preso una bella responsabilità». Anche se il difensore recita il mea culpa per il gol di Jorgensen a inizio ripresa. «Qualcuno dice che il sole mi ha accecato, non permettendomi di intervenire al meglio? No, ho proprio lisciato la palla, ho commesso un errore grave...».
E per la sfida di mercoledì a Istanbul scatta l’allarme terzini. Stam sarà squalificato, Cafu ha invece accusato un sospetto stiramento al retto femorale sinistro. Oggi gli esami medici chiariranno l’entità dell’infortunio, ma salterà l’impegno di Champions League. «Meno male che arriva subito questa partita – conclude Ancelotti -. Ci voleva proprio un incontro così per prenderci la rivincita».