Tutte quelle facce rossoblucerchiate nel calcio d’Europa

(...) E diamo un’occhiata a Polonia e Ucraina, per scoprire chi sono le vecchie conoscenze rossoblucerchiate in campo a Euro 2012. Non senza un rimpianto sul fatto che, ad eccezione di Granqvist e Veloso (al momento entrambi tuttora genoani, ma non è detto che sia così fra due mesi), si tratta esclusivamente di ex.
Partiamo ovviamente dall’Italia e dall’ex sampdoriano Ignazio Abate, arrivato in blucerchiato il 20 luglio 2005, appena in tempo per contribuire con una doppietta al 15-0 di Moena contro i Monti Pallidi, e poi spedito via per sempre da Novellino il 31 agosto, dopo quarantadue giorni, senza aver disputato nemmeno un minuto, nè essersi guadagnato una citazione in distinta in una partita ufficiale. Insomma, Walter Alfredo è stato in questa occasione un talent scout, ma al contrario.
E poi, sempre in azzurro, sempre in difesa, incontriamo l’ex blucerchiato Christian Maggio, eroe del derby e della relativa cartolina dei tifosi della Samp, e Leonardo Bonucci, che in realtà la maglia del Genoa non l’ha mai vestita, ma è stato a lungo di proprietà rossoblù, arrivato in società nell’affare che portò all’Inter un altro ex genoano oggi in azzurro, cioè Thiago Motta. Allora, a dire il vero, Thiago, vero capolavoro di Preziosi e Gasperini, era pure brasiliano, con tanto di presenze in under 17 e under 23. Ma non nella Nazionale maggiore, circostanza che gli è valsa la possibilità di essere azzurro.
Un lontano passato genoano, nel 2004-2005, sia pure con sole cinque presenze e zero reti, ce l’ha lo straordinario Antonio Nocerino, mentre sul passato blucerchiato di Antonio Cassano si potrebbero scrivere intere edizioni del Giornale, ma pure romanzi. Anzi, una collana capace di far passare Guerra e pace per una notizia in breve. Ma, visto che oggi lo spazio è quello che è, diamo la cassaneide sampdoriana per acquisita.
Fin qui, i ventitrè arrivati in Polonia con Prandelli, ma vale la pena di allargare il racconto ai tagliati dal ct azzurro, a partire da Mimmo Criscito, vittima di un’avviso di garanzia, peggio di un cartellino rosso per Abete e Albertini. Tanto che Criscito ha commentato amaro ai microfoni di Piero Chiambretti in Chiambrettopoli, la striscia quotidiana di Radiodue, voluta dal direttore Flavio Mucciante: «Quando a Coverciano è arrivata la polizia alle cinque del mattino, i giornalisti erano già fuori dai cancelli. Lo sapevano prima loro di me». E ancora, stuzzicato da Pierino sull’analogia con il caso di Bonucci, trattato diversamente dalla Figc: «Per noi le stesse accuse, ma lui è all’Europeo e io a Forte dei Marmi».
Mica finita. C’è l’altro ex rossoblù che, come Criscito, era ai Mondiali e poi ha scelto la Russia, come un gemello siamese di Mimmo: Sasà Bocchetti, a casa pure lui, ma senza avviso di garanzia. E poi sono rimasti in Italia anche Emiliano Viviano, portiere di cartellino rossoblù ma che non ha mai giocato nel Genoa, un po’ come Bonucci; Andrea Ranocchia, grandissimo affare di Preziosi che l’ha adocchiato da giovane e poi l’ha venduto benissimo all’Inter, e Mattia Destro, ottimo già nelle poche apparizioni in rossoblù dello scorso anno e protagonista del mercato attuale. Comunque, a oggi, un giocatore del Genoa.
Dall’Italia alle altre nazionali, ecco Sokratis Papastathopoulos, ingiustamente espulso nella prima partita della Grecia contro la Polonia e quindi primo squalificato degli europei, ex rossoblù oggi al Werder Brema, che ha portato parecchi soldi nelle casse di Villa Rostan. E, nella Svezia, che ha esordito lunedì sera, è partito titolare Andreas Granqvist, un altro che potrebbe essere al centro del mercato del Genoa.
Ultimo capitolo sul Portogallo: nella sfortunatissima partita contro la Germania dell’esordio lusitano, Miguel Veloso - a oggi ancora genoano, anche se potrebbe finire in Russia o, più probabilmente, al Torino - ha fatto molto bene, rinvigorito anche dal fatto di avere sulla sua classica maglia numero 4 non il cognome, ma il nome. Agli Europei, infatti, si chiama semplicemente «Miguel» e i risultati si vedono, sembra quasi veloce, più che Veloso. Poi, certo, contribuisce molto a dare questa impressione la velocità media dei suoi compagni di squadra.
Ultima istantanea, per la panchina, sempre del Portogallo. Dove era seduto malinconicamente Eduardo, il cui posto da titolare è stato preso da Rui Patricio. Spiace perchè l’ex portiere del Genoa, tuttora di proprietà rossoblù - per cui vale la definizione di Davide Ballardini («grande giocatore e grande uomo»), nonostante le papere collezionate con la maglia genoana - era stato il miglior portiere di tutti i mondiali, eliminato con il suo Portogallo solo da un beffardo gol spagnolo in un derby della penisola iberica. La Spagna poi ha vinto i mondiali. Edu, invece, è lì in panchina con il suo sguardo triste, il suo viso buono e la sua dolcezza immutata.