TUTTE LE ROTTE PORTANO A ROMA

Secondo Il Sole 24 Ore Francesco Rutelli ha un piano per Alitalia che prevederebbe la chiusura di Malpensa e la concentrazione di tutto il traffico importante su Fiumicino. Secondo lui questo farebbe bene all’Alitalia e anche all’Italia. Secondo noi, invece, come molte altre cose che sta facendo questo governo, farebbe molto male a tutt’e due. I problemi di Alitalia sono altri. Sono gli stessi da molti anni e nessuno è mai intervenuto, fino ad ora, come si sarebbe dovuto; anche il governo di centrodestra in questo campo non ha fatto tutto quello che doveva. Sono i problemi di un’azienda in grave difficoltà, che va sempre peggio e che sempre di più si avvicina a chiudere. Lo ha detto anche Romano Prodi, che di baracconi è un esperto.
Altrove, segnatamente in Svizzera e in Spagna, hanno agito diversamente e i risultati non si sono fatti attendere. Hanno fatto chiudere le vecchie compagnie di bandiera perché non erano più guaribili e ne hanno aperte di nuove che, ora, vanno bene. Cioè: hanno rimesso i conti a posto, fanno un servizio di maggiore qualità, ci lavora il numero di persone giusto senza sovradimensionamenti di vario tipo. Tutto questo ha fatto sì che queste compagnie siano tornate ad essere competitive ed efficienti.
Ora, da ultimo, la trovata di Francesco Rutelli: depotenziamento assoluto di Malpensa e relativo potenziamento, sempre assoluto, di Fiumicino. Quale crisi di compagnia di bandiera, al mondo, è stata risolta chiudendo alcuni o un aeroporto importante del Paese che rappresenta? Nessuna. Semplicemente perché i problemi sono di natura finanziaria, organizzativa, gestionale, sindacale di quell’azienda che, se non avesse questi problemi, potrebbe giovarsi notevolmente dell’esistenza di due aeroporti così importanti e, nel caso di Milano, potrebbe anche trovare una soluzione di compatibilità tra l’aeroporto di Linate, il city airport, e il più distante e più grande aeroporto di Malpensa. Altro che ridurre ai minimi termini Malpensa. Questa non è proprio la soluzione. Ma, semmai, è un problema in più.
Ora si dice che a pensar male si fa peccato, ma generalmente ci si coglie. Francesco Rutelli, notoriamente, non è di Milano. Non viene eletto a Milano e non sappiamo neanche quanto gli interessino le vicende di Milano e della Lombardia. Non lo sappiamo né in positivo né in negativo. Certo che l’ex sindaco di Roma sostenga che bisogna rafforzare Fiumicino a discapito di Milano, della Lombardia e del Nord qualche dubbio ce lo fa sorgere. Ora, intendiamoci, nessuno aveva mai sospettato il contrario, basta vedere i numeri della Finanziaria e in particolare due: i soldi che vanno a Roma e quelli che vanno a Milano. Ma, come se non bastasse, ora arriva anche questo vero e proprio macigno sulle possibilità di sviluppo del Nord che, per la stragrande maggioranza, sono legate allo sviluppo delle infrastrutture. Il governo venne recentemente anche in delegazione e, per bocca di Romano Prodi e di Enrico Letta, disse che senza lo sviluppo di Milano e della Lombardia non c’è sviluppo possibile in Italia. Allora: o si erano sbagliati, oppure di questo sviluppo gliene frega poco o niente.
L’Alitalia purtroppo la soluzione la sta per trovare da sola, con l’avvicinarsi del fallimento che, se non sarà formale, sarà un fallimento di fatto. Magari i libri non andranno in tribunale, ma certamente andrà in cavalleria la nostra possibilità di dotarci di una compagnia aerea che magari non è di bandiera, ma che sarebbe in grado di difendere la posizione dell’Italia nel turismo e nel business internazionale. Non sembra che questa prospettiva sia all’ordine del giorno di Rutelli e compagni.