Tutte le sfumature delle voci «interiori»

Al via «Garofano verde» la rassegna curata da Rodolfo di Giammarco

Laura Novelli

Si intitolava Racconti di giugno il monologo-confessione con cui Pippo Delbono concludeva, l’anno scorso, la rassegna «Garofano Verde. Scenari di teatro omosessuale». Quest’anno, la vetrina romana - curata da Rodolfo di Giammarco - tiene fede alla piega intimista del 2005 e scandaglia ancora di più e ancora meglio i territori dell’io attraverso la voce di autori, artisti e interpreti chiamati, pur nella diversità dei loro talenti, a leggersi dentro o a raccontare storie, coscienze, visioni poetiche lontane da qualsiasi coloritura scabrosa, violenta e ghettizzante. Semmai, i titoli assemblati da stasera al 2 luglio sul palcoscenico del Belli aprono una finestra sulla sensibilità del diverso; sulla possibilità di esplorare non tanto una diversità «capricciosa» rispetto alla norma quanto un’altra norma: personale, intima, assoluta. Con tutto il carico di dolore, stupore e ambiguità che questo comporta. Ecco allora che già nel primo spettacolo in scaletta, Picchì mi guardi si tu sì masculo, Giancarlo Cauteruccio propone una scrittura sorretta da un deciso dialetto calabrese e posta a sostegno di «un viaggio introspettivo - spiega l’autore-attore - che fa emergere la complessità del mio corpo, i suoi conflitti, la sua patologia, la sua condizione estrema» (repliche fino a mercoledì 14).
Scava invece nel corpo letterario e teatrale delle parole il recital Solo noi due che un fine dicitore quale Giorgio Albertazzi compone per se stesso mettendo insieme gli antichi epigrammi dell’Antologia Palatina (tra il IV secolo a.C. e il V secolo d.C.) con brani più moderni di Alan Bennett e Margherite Yourcenar (solo giovedì 15). E sempre dentro gli abissi del linguaggio ci conduce, la sera dopo, Vladimir Luxuria con un omaggio a Pier Vittorio Tondelli che attraversa ambienti, proteste e disagi diversi, mentre la musica più amata dallo scrittore emiliano costruisce quasi una seconda partitura.
Si ritorna poi a una certa coralità di situazione con la pièce Nuda proprietà di Mirko Feliziani, spaccato di una storia a due che il regista Massimiliano Civica legge in primo luogo come l’indagine di un tempo dell’amore assolutamente soggettivo e intimo; un tempo che riguarda la solitudine del singolo più che la durata oggettiva di qualsiasi legame e di qualsiasi passione (in scena ci sono Andrea Cambi, lo stesso Feliziani e Leonardo Gambardella, dal 19 al 24 giugno). E di sottili emozioni personali, di sensazioni nuove e improvvise parla pure l’intenso monologo al femminile Notte d’aprile che Sergio Pierattini (anche regista) affida ad un’attrice di estrema sensibilità e di ben noto impegno come Maria Paiato, già interprete del suo fortunato La Maria Zanella (Premio Ubu nel 2005) e alle prese qui con una donna che, dopo aver scoperto di essere amata dalla sua migliore amica, reagisce a questa rivelazione con un bisogno di autoanalisi profondo e sincero, non scevro però da declinazioni ironiche e grottesche (dal 28 giugno al 2 luglio).
Completano la rosa degli eventi altre due serate uniche fissate per il 25 e il 26 giugno: Gay Panic di Riccardo de Torrebruna e Esse di e con Gabriella Rusticali: ancora un’immersione nel mistero delle parole, nella loro forza e nella loro capacità di tradurre le tensioni più nascoste dell’anima. Info: 06.5894875.