Tutte le sviste a senso unico sulle elezioni

da Bari

Uno legge la conta dei voti scrutinati nella sezione elettorale 345 di Bari, e scopre che Raffaele Fitto qui ha guadagnato la bellezza di zero voti, nonostante la «sua» lista civica sia stata scelta da 140 cittadini. Poi scopre il curioso destino inverso, nella stessa sezione, della candidata presidente della nuova Dc, Laura Scalabrini (0,2% come risultato a livello regionale), votata da 145 persone nonostante la sua lista sia rimasta all’asciutto. Sintomatico di una certa carenza di ordine anche il verbale della sezione 130, sempre nel capoluogo di regione pugliese, dove qualcuno deve essersi confuso di brutto, a dar retta alle 26 vistose cancellature e correzioni che «ornano» la tabella riassuntiva dei voti delle singole liste. E sui verbali di almeno 74 sezioni, il dettaglio dei voti al solo candidato presidente, senza preferenze sui candidati, è stato lasciato in bianco. Rendendo impossibile ogni verifica sui conteggi, a meno di poter riesaminare le schede. E poi, l’arbitrio sulle schede da annullare: «È accaduto - si legge nel ricorso presentato dai dieci esponenti della Cdl - che l’elettore ha attribuito la propria preferenza a un candidato nelle liste collegate con Fitto, crociando altresì una lista collegata con Vendola. Alcuni seggi hanno annullato interamente la scheda, altri invece hanno attribuito il voto alla lista collegata con il presidente Vendola, attribuendo a quest’ultimo anche il voto per la presidenza».
Insomma, è lungo l’elenco di errori, irregolarità e sviste, quasi sempre monocolori, che macchia le ultime elezioni regionali pugliesi. Ci sono voti disgiunti arbitrariamente annullati, o addirittura assegnati all’avversario, spuntano sezioni che hanno stabilito un affascinante record, dove il numero dei votanti è inferiore alla somma dei voti di lista validi. E poi ancora, intere pagine dei verbali di sezione, o il riepilogo generale, che non sono mai stati compilati. E otto sezioni elettorali di Bari (17, 101, 138, 140, 153,155, 272, 284) che addirittura hanno lasciato in bianco il verbale. A pensar male si fa peccato. A trascrivere male, anche.