Tutte le volte che la «Casa» s’è fatta del male in Municipio

Non si risparmiano liti e colpi bassi tra gli esponenti del centrodestra che fanno parte della maggioranza in tre circoscrizioni genovesi

(...) la «spina» costituita dalla nomina ad assessore di Anna Palmieri, fedelissima del presidente che l’ha «imposta», in nome dell’efficienza, escludendo il candidato ufficiale alla carica, per accordi preelettorali, in quota Udc. Altra «anomalia» del Medio Levante la posizione, favorevole alla maggioranza, di Maurizio Casalegno, Udc, ma vicino a Nicola Abbundo, consigliere regionale uscito dal partito per approdare nei «Moderati per il Pdl». Intanto, dal blocco del centrodestra è uscito Beppe Damasio, della componente «Momento liberale» che ha aderito alla Lista Biasotti. Damasio, negli ultimi mesi, si è scontrato un giorno sì e l’altro pure con Ottonello, «colpevole» di non tenere in considerazione le richieste dei consiglieri municipali. La goccia che ha fatto traboccare il vaso si è avuta qualche settimana fa per un documento contrario al parcheggio interrato in via Montezovetto, progetto che ha avuto l’avallo del presidente Ottonello. La maggioranza si è spaccata anche sulla distribuzione di un giornalino informativo considerato superfluo dagli arancioni e quindi uno spreco di denaro, così come di spreco si era parlato per la convocazione di alcune commissioni lampo. Nel frattempo Damasio è stato sconfessato da Biasotti, mentre l’altro «arancione» del Municipio, Rossi, è rimasto nella maggioranza.
A Levante (Sturla, Quarto, Quinto, Nervi, ma anche Bavari e Borgoratti), la situazione, se possibile, è ancora più tesa. Lì il presidente Francesco Carleo (An), già maresciallo dei carabinieri, subisce la diatriba che coinvolge la sua maggioranza, schierata compatta contro l’anziano assessore Salvatore Bevilacqua, biasottiano, che aveva chiesto di inserire un ex consigliere del Municipio come persona esterna, senza diritto di voto, nella commissione III. La lite è esplosa e sembra difficile da ricomporre, anche se Giuliano Gattorno, 80 anni, Forza Italia, getta acqua sul fuoco: «Si tratta di divergenze di poco conto. Non politiche e del tutto personali. Cercheremo di metterci attorno a un tavolo e risolverle senza patemi». Peccato che lo stesso Gattorno finisca spesso e volentieri nel mirino di Alba Viani, già presidente della circoscrizione. «Anomalo» anche Massimo Alfieri, eletto nella Lista Biasotti, ma uscito dal gruppo per solidarietà a Damasio, a differenza del suo mentore di «Momento liberale» resta ancorato alla maggioranza.
Il Centro Est (Oregina, Lagaccio, Pré, Molo, Maddalena, Castelletto e Carignano), in compenso, naviga in un mare meno tempestoso, merito anche della personalità (il carattere?) del presidente Aldo Siri, biasottiano dopo aver militato nell’Udc. Sarà pure accentratore, autorevole-autoritario, ma intanto riesce a dominare la situazione senza troppi scossoni. Che comunque non gli evitano qualche mal di pancia, sotto forma di alcuni consiglieri e assessori che hanno rivendicato la propria autonomia, senza staccarsi dalla maggioranza. È il caso di Vittoria Emilia Musso, sorella del senatore Enrico Musso, che è uscita da Forza Italia per aderire al Gruppo misto, ma senza abbandonare la maggioranza. Ed è anche il caso di Milena Pizzolo, gran lavoratrice, che è passata da An alla Destra pur continuando a sostenere Siri. Il quale, in realtà, vanta anche altri esempi importanti di solidarietà ed efficienza, da Luciano Gandini, capogruppo di Forza Italia, a Enrico Cimaschi, Lista Biasotti, risoluti a remare a favore nonostante certi venti contrari.
Sull’altra sponda (politica), il centrosinistra, al timone negli altri sei Municipi, è molto più abile a celare i dissidi interni. E se è vero che in qualche caso i problemi affiorano - come nel tribolato Centro Ovest, dove la maggioranza è andata sotto sul Regolamento, per l’accorta regia del capogruppo di Forza Italia Fabio Costa - è altrettanto vero che le «liti», con e senza virgolette, escono raramente all’esterno. Anche se quando escono fanno sfracelli.