Tutti gli «11 settembre» del mondo

D alle macerie delle Torri Gemelle all’Inno alla vita di Milano, una mostra fotografica che invita a ricordare i drammi del passato con uno sguardo attento al presente e propositivo verso il futuro.
Domani, 11 settembre, a 7 anni dal tragico crollo delle Torri Gemelle, Milano apre al Pio Albergo Trivulzio quest’esposizione: per non dimenticare e «per offrire ai cittadini un momento di riflessione», citando le parole di Manfredi Palmeri, presidente del Consiglio comunale di Milano. Ma non solo. Le immagini descrivono anche un percorso morale, civile, un Inno alla Vita appunto, in cui tutti sono chiamati a partecipare, a dare cioè il proprio contributo. «Perché è nei momenti più bassi e critici che inizia la risalita e si cerca la soluzione», spiegano i curatori - il presidente della L.I.T.A. (Libera Istituzione per la Tutela dell’Anziano) Daria Pesci e Angelo Marra - della manifestazione.
Ad avviare la galleria è un frammento delle Torri di New York, «un pezzo di storia terribile, simbolo di ogni forma di violenza», sostiene Marra nel presentare l’iniziativa, che sarà in calendario fino al 13 settembre. «Dobbiamo impegnarci a contrastare con attività e valori civili ogni espressione che va a ledere la persona, mancandole di rispetto, colpendola a livello fisico e umano».
Dopo quel pezzo emblematico, seguono flash scattati nei luoghi attorno all’attentato di New York. Poi le fotografie cambiano ambientazione, si spostano nell’area milanese e qui puntano l’obiettivo verso scene di cronaca micro-criminale. Riprendono episodi quotidiani, osservano e fanno riflettere sulle tematiche più attuali, come morti bianche, incidenti stradali e negli stadi; fatti legati a droga e bullismo, con minori e donne come vittime. Una dopo l’altra compongono un quadro amaro, a tratti allarmante, un riflesso terribile, ma reale purtroppo. A questo punto comincia la risalita e, subito, l’esposizione cambia prospettiva. Inizia a tratteggiare un affresco luminoso. Al suo interno, si vedono figure positive, ritratti incoraggianti e forme di soddisfazione. Sono vigili e pompieri, carabinieri e poliziotti visti all’opera, in piena attività, mentre prestano soccorso o sorridono per una ricorrenza.
Inno alla Vita conclude così il percorso metaforico che, attraverso le immagini e con l’appoggio delle istituzioni regionali, vuole esprimere un messaggio morale e concreto, valido sempre, ma domani in modo particolare.
A Milano e agli organizzatori della rassegna va il ringraziamento del console americano Jack Heilmeyer che, rinnovando l’amicizia tra Italia e Stati Uniti, afferma: «Questa manifestazione esprime lo spirito giusto e l’atteggiamento costruttivo indispensabili per superare le difficoltà».