Tutti gli assessori «missionari» che non conoscono confini

(...) Dati che Gianni Plinio, capogruppo di An, snocciola con orgoglio misto a rabbia. Li ha raccolti uno per uno, dopo mesi di battaglie e interpellanze necessarie a farsi dare tutte le date e i costi. Poi li ha messi insieme, in tabelle che parlano da sole.
E allora via con i numeri. Gli assessori hanno speso, per i viaggi, 393.246,39 euro (di cui 154.230,99 all’estero). I dipendenti regionali, per missioni autorizzate hanno speso 1.992.077,94 euro. Per un totale di quasi due milioni e mezzo di euro. A metà legislatura. Tocca poi ai recordman. C’è, a dire il vero, una recordwoman se si guarda alle cifre, perché Margherita Bozzano, delegata al Turismo, ha speso da sola 68.513 euro (di cui oltre 43mila all’estero). Viaggia più del Papa e si tratta anche bene. «Quando è andata a Shangai, a novembre 2006, ha fatto il volo in business class - sottolinea Plinio -. Per quella gita i liguri hanno speso 4.944 euro con carte di credito e 280 in contanti. Ma quando ho chiesto i conti, l’assessore mi ha fatto avere, senza che fosse richiesto, un certificato medico che attestava un suo problema al ginocchio. Come dire che il viaggio comodo era necessario. Peccato solo che su quel certificato ci fosse anche scritto che il medico “consiglia riposo” alla signora. Che invece è andata Shangai e poi a Siena».
Se la Bozzano gira e spende (più di 12mila euro solo in Cina), chi la batte in numero di missioni è Giancarlo Cassini, assessore all’Agricoltura: 7 viaggi all’estero, 433 in Italia. Imbattibile. A incuriosire è piuttosto il fatto che, lui imperiese, abbia concentrato tutte le sue missioni nel ponente ligure: 105 a Imperia, 99 a Sanremo, 53 ad Albenga, 35 a Dolceacqua e via a scendere con solo 12 apparizioni a Spezia (unico Comune nel levante), ma puntate ovunque in Italia, persino sulle nevi di Champoluc. Località che è terra di missione anche per Massimiliano Costa (la Bozzano preferisce Sestriere), che da par suo ha il record della varietà di posti visitati (29 mete in Italia). E dire che chi invece paga materialmente le spese, l’assessore al Bilancio G.B. Pittaluga, uno dei più parsimoniosi, giustifica i colleghi: «Si tratta di missioni istituzionali, non di sprechi, molto spesso per la partecipazione alla Conferenza delle Regioni e alle sue commissioni, o a incontri con l’amministrazione centrale». Quello che stupisce è piuttosto il fatto che questi meeting siano organizzati a Imperia per Cassini, a Spezia per Merlo e Vesco, ecc.
E comunque Plinio non ci sta leggendo di missioni in Uruguay, Brasile, Canada, Cina, Shangai, Stati Uniti, in posto esotici o in città più o meno turistiche. «È la conferma che sta tornando di moda quel turismo politico tanto amato dalla classe dirigente della Prima Repubblica - affonda -. Per fare un esempio, eccettuate le missioni di rappresentanza a Bruxelles, Sandro Biasotti era stato solo a Ekaterinburg per stringere rapporti economici che esistono ancora e producono. Il sottoscritto, l’unico viaggio lo fece a Vienna, ospite del presidente del parlamento austriaco, guidando personalmente l’auto, senza neppure l’autista». Claudio Burlando, su questo ironizza, e ricordando a Plinio che i viaggi sono utili e fondamentali, si chiede se tanta avversione per le trasferte non sia piuttosto dovuta al fatto che «lui non ama i trasferimenti aerei». Ma a proposito di spese di viaggio, le tabelle di Plinio riportano tantissime missioni a spese zero. Che non significa che la Regione, cioè i cittadini, non hanno pagato un euro. Più semplicemente che si tratta di viaggi fatti in auto, le cui spese figurano in capo agli autisti.
Plinio fa notare anche le tante missioni autorizzate ai dipendenti: 5.500 nel 2006 e 5.100 nel 2007. «E i dipendenti della Regione sono appena mille, ci vuole poco a fare di conto per capire quale sia la frequenza delle missioni di alcuni funzionari», incalza il capogruppo di An. Che promette di «tenere d’occhio Cassini, già detentore di ogni record di consulenze affidate e oggi il più generoso nel dare l’assenso ai viaggi dei suoi dipendenti». Ma Plinio rimpiange «quasi l’assessore Maria Paola Profumo con i suoi viaggi a Bali», e invita «Burlando a dare finalmente il buon esempio ai cittadini che non amano certo questo turismo politico».