Tutti in attesa della carica delle matricole

Tra finanza e made in Italy nel 2006 i debutti sono stati ventidue ma da gennaio potrebbe aumentare il peso della moda. Capuano e la «carta» delle piccole aziende

da Milano

Richieste elevate in fase di collocamento, buon debutto in Piazza Affari: dopo il leit motiv che ha accompagnato le matricole d’autunno, le sale operative aspettano la carica del prossimo anno. I pesi massimi dell’industria nazionale che mancano all’appello sono pochi ma l’attenzione è concentrata sull’ampio bacino della piccola e media impresa. La spina dorsale del Paese, che l’amministratore delegato di Borsa Italiana Massimo Capuano studia da tempo nella speranza di chiudere il 2007 con un risultato almeno pari a quello di quest’anno: a conti fatti da gennaio a oggi i fiocchi rosa sono stati ventidue.
Nuove quotazioni, in gergo tecnico Ipo, di cui ha chiuso la lista pochi giorni fa la meccanica di precisione di Cogeme, a sua volta preceduta dai sistemi antifurto di Cobra e dalla municipalizzata Ascopiave. Se Banca Generali, Poltrona Frau o Piaggio sono stati gli alfieri della finanza e del made in Italy, a caratterizzare questi 12 mesi è lo stesso fatto che il pallottoliere delle nuove matricole sia arrivato a segnare quota 22. Numero che trasforma il 2006 nel secondo miglior anno per le quotazioni dopo il 2000: quando, in piena euforia da new economy le società che avevano sfidato il listino erano state 45, di cui però 35 sul Nuovo Mercato. Assorbita la frenata del 2001-2002, la sfida per la Borsa è ora proseguire la marcia di crescita di questi ultimi quattro anni.
Malgrado l’euforia sulle piazze finanziarie internazionali abbia aiutato, dietro la pattuglia delle debuttanti si intravede la voglia di Borsa di società e piccoli investitori. Per questi ultimi le buone occasioni non sono mancate ma neppure le delusioni, a partire dai big come Saras. La società della famiglia Moratti che continua a passare di mano a prezzi nettamente inferiori rispetto a una quotazione chiusa quando il petrolio era ai massimi. Guardando a cosa accadrà dopo il cenone di capodanno, le maggiori attese sono per Eurizon. Il polo del risparmio di Intesa Sanpaolo affidato a Mario Greco che potrebbe trovarsi a marciare verso Piazza Affari in paralleo a qualche rappresentante della moda: la scommessa è Prada e forse Ferragamo. Oltre al settore che più raffigura l’Italia nell’immaginario collettivo, qualche sorpresa potrebbe però essere riservata anche dall’editoria con il Sole 24 Ore, senza contare i progetti di quotazione accarezzati dalla stessa Borsa Italiana a patto però di inserirli nell’ampio riassetto che sta interessando i mercati internazionali. In ogni caso a gennaio il conto riprenderà da zero, magari con Aicon (molto vicina ad approdare allo Star), Biancamano e Conafì Prestito. Alle quali, nelle previsioni, si aggiungerà il risultato del cosidetto «Mercato Alternativo del Capitale (Mac)», la vetrina voluta da Capuano e dal mondo bancario italiano, per aprire la porta delle piccole e medie imprese agli investitori professionali.