Tutti in attesa di Corona. Ma lui non va «In Onda»

Tempi duri per i conduttori dei talk show, dell’infotainment e dei night di seconda/terza serata. La stagione è appena iniziata e la squadra composta da Chiambretti, Dandini, Bignardi - il dream team della categoria - ha già collezionato una serie di batoste della critica. Pierino fatica a nascondere la sua ossessione femminile, Serena è il simbolo dei barocchismi della sinistra di apparato (autori, scrittori, Fandango…), Daria, ritornata all’ovile di La7, si ripropone uguale a se stessa. E un po’ questo, forse - una certa pedissequità e un certo senso di routine - è il limite che accomuna il tridente dei telesalotti intelligenti.
Il meglio e il peggio di Chiambretti Quando invece si liberano delle troppe cerimonie, i fuoriclasse danno il meglio. Com’è accaduto nel night di Canale 5 dov’era ospite Gabriele Muccino. A parte le chicche biografiche (viva Tiberio Fusco) che lasciano stupito l’ospite stesso, con il regista di Baciami ancora Chiambretti ha slalomeggiato tra il vizio di attaccare la tv commerciale, le lobby dell’Oscar, le critiche di Bondi al cinema italiano e alla Mostra di Venezia: tutto godibilissimo e pieno di ritmo. Un po’ inelegante, invece, la storia privata senza diritto di replica che riguarda una sua antica fiamma divenuta moglie di Muccino, fino alla separazione.
Corona preferisce Vinci a Telese Immaginarsi se talk show e contenitori vari non si buttavano sulla storiaccia tra Fabrizio Corona e Lele Mora. L’audience è l’audience e quando c’è da inzuppare il biscotto nella cioccolata, nessuno si tira indietro, da La vita in diretta a Matrix a Domenica cinque e via elencando. L’appuntamento più atteso però era per sabato su La7 chez Luca Telese e Luisella Costamagna. Lì dirò tutta la verità. Fabrizio, però guarda che noi non paghiamo gli ospiti, non abbiamo la grana. Figurati, ci vediamo sabato... Invece, venerdì era a Matrix e In Onda si è occupato del No B. day.
Rositani e la nuova maggioranza nel Cda Da decenni si dice che la Rai sia il laboratorio che anticipa i nuovi equilibri politici in arrivo nel Paese. Qualche giorno fa Guglielmo Rositani, consigliere finiano in Viale Mazzini, ha votato insieme a quelli del Pd e dell’Udc per dare via libera a Parla con me della Dandini. Prossimamente invece si dovrà votare per sbloccare Anita, la miniserie con 4 milioni di budget prodotta dalla Goodtime, la società che prende il nome dalla traduzione di Buontempo Gabriella, moglie di Italo Bocchino. Interessante vedere come si distribuiranno i voti dei consiglieri.