Tutti in bici per non scordare Moriccioli

Un anno fa veniva aggredito mortalmente Luigi Moriccioli. Quarantanove giorni di agonia, poi la morte per un i-pod e un telefono cellulare, in una tragica e disperata rapina a opera di due romeni. Domenica sarà un anno esatto. Sulla stessa ciclabile, una cerimonia organizzata dal Municipio XII ricorderà l’omicidio che, seguito da quello di Giovanna Reggiani a Tor di Quinto e dalla violenza sessuale ai danni di una studentessa africana a La Storta, ha segnato una svolta nella coscienza della città, facendo esplodere in tutta la loro portata le questioni sulla sicurezza e sui romeni. L’appuntamento è alle 10,30 alla Stazione Metro della Magliana, dove i presenti arriveranno in bicicletta fino al luogo del delitto, dove verrà deposta una corona di alloro.
Sulla cerimonia interviene il vice presidente del XII Municipio Maurizio Cuoci, per sottolineare «l’impegno che la nuova amministrazione municipale intende perseguire con un progetto di recupero ambientale, affinché quel tratto dell’ansa del Tevere possa essere più liberamente praticabile da quanti utilizzano la bicicletta sia come mezzo di trasposto oltre che per passione sportiva». Eugen Tranca, l’assassino di Moriccioli, è stato definitivamente condannato lo scorso 25 luglio a 30 anni di reclusione con rito abbreviato, mentre l’altro complice, il romeno Costantino D., fu condannato a 10 anni di reclusione perchè minorenne.
Intanto però il presidente dell’associazione «Bici Roma» Fausto Bonafaccia rinnova l’allarme sicurezza: «La situazione per i ciclisti sta tornando pericolosa in alcune zone di Roma, sotto il viadotto della Magliana c’è un nuovo insediamento di romeni che occupano i lati della pista ciclabile». «Sulla pista ciclabile sotto il viadotto della Magliana - prosegue Bonafaccia - si vede un via vai di carrelli con materiale ferroso». A un anno dalla morte del ciclista, secondo il presidente di Bici Roma le misure di sicurezza attivate dopo l’omicidio non bastano.