Tutti a bordo senza il bagaglio a mano

Vietati in cabina cellulari, pc, fotocamere e tutti i liquidi. Saranno messi nella stiva

Lorenzo Amuso

da Londra

Centinaia di voli cancellati, collegamenti interrotti, code infinite ai check-in degli aeroporti così come lungo le vie adiacenti gli scali. Una giornata di agosto che per migliaia di vacanzieri si è trasformata in una snervante e interminabile attesa. Solo in Gran Bretagna sono stati 40mila i passeggeri rimasti a terra a causa della chiusura dell’aeroporto londinese di Heathrow. Una situazione resa ancor più delicata dalla concomitante sospensione dei trasporti da parte di quasi tutte le compagnie aeree in servizio su Londra e dalle nuove regole sul bagaglio dei passeggeri. E i disagi si sono ripercossi immediatamente su tutti i principali scali d’Europa, e non. Solo nel tardo pomeriggio di ieri la Baa, società che gestisce i principali aeroporti britannici, ha comunicato la riapertura di Heathrow dopo che le autorità dell’aviazione civile avevano tolto le restrizioni al traffico aereo.
Lentamente, tra mille difficoltà, è dunque iniziata la progressiva ripresa dei voli a medio e corto raggio, in arrivo e in partenza allo scalo londinese, ormai fermi da quasi 10 ore. Tra le prime compagnie a fermarsi, nelle prime ore della mattina, la British Airways, che subito dopo l’annuncio dell’attentato sventato, ha cancellato tutti i voli nazionali con scalo a Heathrow, riducendo i servizi anche in altre destinazioni nazionali e internazionali. Garantiti, viceversa, i voli intercontinentali, pur condizionati da ore di ritardi. Così come le tre compagnie statunitensi presunti bersagli dei terroristi islamici (American Airlines, United Airlines, Continental Airlines) hanno deciso di sospendere i trasporti per la capitale britannica, anche Alitalia è stata costretta a cancellare e riprogrammare diversi voli da e per Londra. Un'analoga scelta è stata compiuta dalle compagnie low-cost EasyJet e Ryanair, imitate - nelle ore successive - da Lufthansa, Klm, Air-France, Olympic Airways, e Iberia. Una misura precauzionale non circoscritta alla sola Londra, ma a tutto il Regno Unito.
Lo sconvolgimento del traffico aereo continentale ha fatto scattare l’immediato inasprimento delle misure di sicurezza, sia negli aeroporti sia sugli aerei. «Un’operazione molto complessa che causerà inevitabilmente qualche disagio ai passeggeri», ha ammesso un portavoce del ministero dei Trasporti, presentando nuove severissime regole per chi si imbarca con destinazione Gran Bretagna, Stati Uniti o Israele. D’ora in poi i passeggeri non potranno più portare a bordo praticamente alcun bagaglio. Vengono ammessi - a discrezionalità della compagnia aerea - solo quegli oggetti ritenuti strettamente necessari, purché trasportati all'interno di borse trasparenti. British Airways, che non concede deroghe sui bagagli a mano, ha fatto anche sapere che sui propri voli non è più consentito portare nessun dispositivo elettronico o alimentato a batteria, compresi computer portatili e cellulari. Ma non solo: gli occhiali sono sì autorizzati, ma senza custodia, così come i medicinali - consentiti - ma solo quelli essenziali per la durata del viaggio, e non in forma liquida.
Il timore, dopo gli attentati sventati, è che queste soluzioni liquide possano contenere miscele esplosive utilizzabili da potenziali terroristi. Le stesse misure sono scattate negli Usa e in Israele, dove al bando sono finiti tutti i liquidi, comprese bibite, lozioni e gel per capelli. L’Enac, Ente nazionale per l'aviazione civile, pur precisando che per il momento in Italia il regolamento di volo non è ancora così restrittivo, ha però sconsigliato di trasportare bagaglio a mano. Non solo gli aeroporti, comunque, ma anche i porti britannici, il terminal dell’Eurotunnel e la zona di Dover sono ora presidiate dalle forze dell'ordine. Livello di allerta al massimo, nonostante - come ha dichiarato un portavoce della polizia britannica - «non ci sia nulla che suggerisca al momento una specifica minaccia in qualche punto del Paese».