Tutti in Centrale per fare acquisti sbarco di grandi firme tra i binari

Così come a New York, la stazione diventa un polo dello shopping. Da
Nike a Swarovski e Brooks Brothers cresce il livello delle offerte. "Il futuro è in queste strutture. Un fatturato superiore ai centri commerciali"

In stazione Centrale come alla Grand Central Station di New York. Bar, ristoranti, agenzie di viaggio, supermercati, ma soprattutto negozi e megastore. La Centrale sta diventando un nuovo polo dello shopping milanese e non solo per i 350mila passeggeri che ogni giorno salgono e scendono dai treni, ma anche per i milanesi, perché è in una posizione strategica e offre moltissimi negozi. Tutti a portata di mano, uno accanto all'altro. Si fa shopping al piano terra, dove l'ultimo nato è Brooks Brothers, marchio simbolo dell'eleganza maschile da quasi due secoli: 40 metri quadri dove poter comprare una delle celebri camicie su misura made in Usa, una valigia, o un «travel kit». Ma anche nel seminterrato, nel mezzanino e al primo piano. Merito dell'alta velocità che presto collegherà Milano a diverse città italiane, soprattutto a Roma che già ora si può raggiungere in tre ore. Risultato? Sempre meno persone prendono l'aereo, e chi si occupa di «travel retail», attività commerciali in zone di transito, abbandona gli investimenti negli aeroporti per dedicarsi alle stazioni. Lo conferma Alessandro La Fratta, responsabile commerciale di Marzotto Retail Group, società leader nel settore, che gestisce gran parte degli spazi commerciali in Centrale: «Il futuro è nelle grandi stazioni: qui i negozi supereranno in fatturato i centri commerciali, come sta avvenendo a Roma. A Milano passano 350mila persone al giorno, a Roma 415mila, più o meno le stesse che transitano per un centro commerciale ogni mese. Malpensa? Come Fiumicino ha perso tanto, perché una grossa fetta di viaggiatori è passata ai treni».
Naturalmente il restyling interno della stazione è il risultato di un piano preciso di riqualificazione di Grandi Stazioni, ma soprattutto il riflesso del lavoro del Comune di Milano, che ha risanato tutta la zona intorno alla stazione rendendola vivibile: «Negli ultimi due anni ogni mese raduno una task force di persone che lavorano e si occupano della stazione, dall'Amsa ai vigili urbani», spiega il vicesindaco Riccardo De Corato, che aggiunge: «La grande scommessa era creare dentro la Centrale un grande shopping center. E si poteva realizzare solo recuperando l'esterno, come abbiamo fatto. Solo così cambierà la vivibilità della stazione, che tornerà ad essere frequentata da persone normali».
Già in questi giorni, entrando in stazione dall'ingresso «nobile», accanto ai due scaloni troviamo negozi come Brook Brothers e Carpisa. Andando verso la biglietteria, ce ne sono diversi - Yamamay, Sisley, Guru - e poi le vetrine tappezzate dai cartelli «next opening». Di qui ai prossimi mesi apriranno fra gli altri Salmoiraghi&Vigano, Calzedonia, Immaginarium, e poi un'agenzia di viaggi, due edicole, un tabaccaio, un supermarket e diversi ristoranti.
Altra sorpresa si ha arrivando dalla metro, nel seminterrato, dove a breve sorgerà un vero e proprio centro commerciale. Oggi ci sono una banca, un Autogrill, un negozio Benetton e una boutique Swarovski. La prossima primavera aprirà un mega store di Nike: 840 metri quadrati destinati a sbaragliare la concorrenza.
Insomma, grazie ai negozi, al nuovo sistema di illuminazione, alle telecamere di ultima generazione, e alla continua sorveglianza, la stazione Centrale pare destinata a rinascere. E in capo a pochi mesi sarà un fiore all'occhiello di Milano. Non si dovrà più stare sempre all'erta, perché se «prima c'erano i baby-borseggiatori all'esterno, e rischiavi di perdere il portafogli prima di entrare, ora non ci sono più», conclude De Corato. Ora si dovrà solo stare attenti a non esagerare con lo shopping.