Tutti in coda per i saldi. Ma con pausa pranzo

Roberto Corsi

Il primo giorno di saldi genovesi è stato un successo impressionante. Si è registrato un vero e proprio boom di acquisti che ha lasciato a bocca aperta i negozianti anche se molti si lamentano della scarsa affluenza dei clienti negli orari a tempo continuato. Camminando per via Venti Settembre, nel cuore dello shopping genovese, si ha, in effetti, la certezza di vedere una quantità maggiore di persone rispetto al solito, ma solo fin verso a mezzogiorno, poi il flusso comincia presto a defluire veloce come era venuto.
Il titolare di «Vogue», negozio di abbigliamento vicino a De Ferrari, benchè arrivato al lavoro solo da un’ora, conferma l’impressione che nelle strade ci sia più gente non solo di una normale giornata lavorativa ma anche rispetto ai saldi dell’anno scorso. All’ identica conclusione giungono Laura Caneva di «Palma» («Come inizio non è male anche se è ancora presto, ma che ci sia più gente per via Venti Settembre non c’è dubbio»), Vanessa di «Bata» calzature per cui la quantità di acquisti rispetto all’anno scorso è raddoppiata, il titolare di Ghiglino per cui è addirittura triplicata e infine Alberto di «Bonino» che conferma un generico «C’è sia più gente che più acquisti rispetto ad un anno fa».
Vie prese d’assalto quindi ma la sorpresa è un’altra: chi passeggia, da quest’anno, è un probabile acquirente, come spiega la cassiera della caffetteria «Tonitto», indicando il gran numero di borse che si vedono in mano ai passanti di via Venti Settembre. A giovarsi di questo periodo di saldi, come viene confermato all’interno di Tonitto, non sono solo i negozi e le boutique ma anche i numerosi bar sulla via centrale nei quali gli avventori vanno a rifoccilarsi tra un acquisto e l’altro. Vanessa di «Bata» calzature inoltre, spiega che la gente in questo periodo di forti sconti tende a concedersi qualcosa in più in fatto di acquisti, osservando un po’ meno i prezzi e concentrandosi di più su cosa piace. Questo boom di acquisti è ancora più inaspettato, perchè molti vacanzieri devono ancora tornare a Genova dal ponte festivo dell’Epifania.
Il titolare di «Frette», un negozio d’abbigliamento pieno di avventori, dice che gli affari vanno bene e sono in linea con l’anno passato. Il negoziante però, si lamenta del fatto che tutti i clienti, già prima di mezzogiorno, abbandonino gli acquisti per migrare tutti al tavolo casalingo del pranzo rendendo poco conveniente fare l’orario continuato come molti negozi hanno deciso di fare in questi giorni. Dice il titolare: «L’italiano medio è troppo pigro per fare acquisti nelle ore vicine al pranzo e dopo questo, preferisce stare con la pancia sotto al tavolo piuttosto che andare in giro con la borsa della spesa». Anche Alberto Bonino dell’omonima boutique concorda su quest’ultimo punto spiegando che l’orario continuato non è conveniente in quanto gli italiani non vi sono abituati e non utilizzano questa opportunità.
Fuori dal coro degli entusiasti Lella di «Allegra boutique» che spiega come, anche se siamo solo agli inizi, difficilmente i saldi andranno bene visto che le vendite già andavano male nelle giornate natalizie e Andrea del negozio di intimo «Arimo» che, nonostante affermi che è ancora presto per giudicare le vendite, non vede molta «ressa» e la ritiene minore degli anni scorsi. La maggioranza dei negozianti di via Venti Settembre è comunque concorde nel definire l’afflusso di persone a questi saldi veramente eccezionale.
Anche fuori Genova la «corsa agli acquisti» è partita ieri mattina, fino a trasformarsi in una coda di 10 chilometri sull’autostrada A7 (Genova-Milano)in uscita al casello di Serravalle. A causare l’ingorgo è stato l’afflusso di automobili dirette, per i saldi, all’outlet di Serravalle Scrivia.