Tutti in coda nelle auto perché agli studenti non piacciono gli esami

Ieri autostrade e centro bloccati per il Salone Nautico e due cortei

Un’altra giornata nera per il traffico genovese. Ieri mattina il nodo autostradale intorno al capoluogo, come sempre succede quando c’è una grande manifestazione nell’area urbana, è rimasto per diverse ore intasato dall’ingente numero di veicoli che confluivano a Genova per il Salone Nautico. In pratica, Isoradio, il programma radiofonico della Rai sulle notizie del traffico, per l’intera mattinata ha parlato delle lunghe code che si erano formate a levante tra Nervi e Genova Est, e a ponente tra Voltri e Genova Ovest. Un impressionante serpentone di auto che si muoveva a passo d’uomo verso i caselli e, da qui, lungo la sopraelevata e le altre vie cittadine, in direzione della Foce.
Ma il Salone Nautico non è stata l’unica causa del traffico. D’altra parte i genovesi sanno che quando una manifestazione di risonanza internazionale si svolge in Fiera, immancabilmente c’è sempre una qualche ripercussione sul traffico. E la maggior parte accetta la situazione motivandola con lo strascico economico e di prestigio che una rassegna come il Salone Nautico comporta.
Questa volta a complicare ulteriormente la vita di chi ha avuto la ventura di trovarsi prigioniero dentro la sua macchina in una giornata da dimenticare, ci si sono messi anche gli studenti e i lavoratori delle riparazioni navali. Infatti circa 2500 studenti delle scuole genovesi e della provincia ieri sono scesi in piazza manifestando nelle strade contro la decisione del ministro della Pubblica Istruzione, Fioroni, di reintrodurre gli esami di riparazione a settembre «senza consultare nessuna rappresentanza studentesca». I ragazzi accusano il ministro, tanto decisionista quanto spudoratamente conservatore, di avere agito «senza pensare che il nostro Stato e le scuole stesse non saranno economicamente in grado di attivare corsi di recupero estivi che possano davvero guidare gli studenti verso il recupero del debito».
In effetti l’idea di manifestare proprio ieri, in contemporanea con il Salone Nautico, e quindi bloccando di fatto il traffico a Genova e dintorni, non è stata degli studenti genovesi. La protesta infatti si è svolta in 130 città italiane, tra cui la stessa Roma, e Milano, Genova, Torino, Napoli e Palermo.
A Genova lo sciopero è iniziato alle 9 in via Caviglia, vicino alla stazione ferroviaria di Brignole, e il corteo è poi proseguito lungo via Venti Settembre, piazza De Ferrari, via Roma, piazza Corvetto e quindi via Assarotti dove c’è stato il sit in davanti agli uffici del Provveditorato agli studi.
Il secondo corteo, partito dai cantieri delle riparazioni navali, era invece formato da un centinaio di persone che, in disaccordo con i sindacati della triplice, hanno organizzato un altro corteo che, lungo corso Aurelio Saffi, ha poi raggiunto Brignole e quindi la prefettura per chiedere al prefetto di sensibilizzare la Asl verso la questione amianto. Il traffico si è normalizzato nel primo pomeriggio ed è invece tornato abbastanza intenso verso sera.