Tutti in coda al Policlinico e spazzatura a Ca’ Granda

In troppi fumano nelle zone proibite e c’è chi dimentica in giro anche sacchi d’immondizia

I Nas promuovono la sanità milanese nel suo complesso, pur sollevando alcuni punti critici. Niente di allarmante se paragonato al «Policlinico inferno» dell’Umberto I di Roma; piuttosto una serie elementi da migliorare, così da preservare la buona immagine delle strutture e, soprattutto, la tutela dei pazienti. E mentre una colonia di circa un centinaio di gatti imperversa nei tunnel del San Carlo, il Nucleo anti sofisticazioni mette in risalto i problemi derivanti «dall’età di strutture come il Policlinico e Niguarda, costruiti a decine di anni fa, quando la concezione della sanità era profondamente diversa». Situazioni che gli utenti finali, i cittadini, conoscono molto bene. Un «tour» in tre grandi ospedali della città basta a smascherarle, senza che nessuno indaghi il perché della nostra presenza.

Code interminabili. Divenute ormai ordinaria amministrazione agli sportelli delle accettazioni e di prenotazione delle visite, finite l’altroieri nel mirino dei Nas. All’ospedale Maggiore Policlinico e alla clinica Mangiagalli capita di staccare il biglietto per prenotare il proprio turno, «e accorgersi che toccherà a te dopo novanta persone» - racconta una signora. «Come minimo un paio d’ore di attesa, che si traduce in una mattinata di permesso dal lavoro e troppe sigarette per ingannare l’attesa». Per la salute non proprio il massimo.

Fumo. Sono le frequenti violazioni dei divieti a preoccupare gli agenti mandati in ispezione dal Ministero. Le corsie sembrano al riparo dalla «pausa sigaretta selvaggia», eppure poco più in là (nei passaggi di intercomunicazione tra i reparti, nei sotterranei, sulle scale) cumuli di mozziconi non lasciano dubbi sul comportamento di una parte del personale medico, infermieristico e amministrativo. Al Niguarda, ammonito per questo durante gli ultimi controlli, l’esempio lampante: un tappeto di cicche addirittura a due passi dal reparto di Ostetricia - Neonatologia e dalle sale parto. Per non parlare del seminterrato appena fuori alla mensa dei dipendenti. Lungo i corridoi di Radiologia del Fatebenefratelli si fuma indisturbatamente, usando bicchieri di carta come posacenere. Il fumo penetra sin nelle stanze per gli esami, lasciate aperte e incustodite.

Sporcizia. Qualche crepa anche nel sistema di smaltimento dei rifiuti. Nel padiglione Moneta del Policlinico - dove sono in corso lavori di ristrutturazione - locali fatiscenti e adibiti alla raccolta dell’immondizia, giusto di fianco ai laboratori. Al Fatebenefratelli succede che i sacchi neri vengano lasciati per ore nei passaggi sotterranei. Al Niguarda (Nefrologia) non è raro incontrare scene del genere: cestini stracolmi sui pianerottoli. Intorno, mucchi di cuffie e guanti in lattice usati.