Tutti in coda alla scuola per musical

Prove di canto, ballo e recitazione. Non è un reality. Niente sfide e non si rischia l'eliminazione con il televoto come capita agli «Amici» di Maria De Filippi. Ma c'è ugualmente un programma tosto di lezioni e pratica sul palco per diventare professionisti del musical. Il primo ottobre apre al Teatro Nazionale l'International Music Academy, promossa e organizzata da Stage Entertainment, ramo italiano della società olandese che gestisce teatri in Olanda, Germania, Francia, Spagna, Russia, Gran Bretagna, Stati UNiti e - dal 2008 - anche il Nazionale di piazza Piemonte. Lo scopo del fondatore, Joop van den Ende, era diffondere il musical in Europa. E in cinque anni ha già portato per la prima volta in Italia (e a Milano) spettacoli come La bella e la Bestia (300mila spettatori), Mamma mia (120mila), Sister Act (180mila), messi in scena con team internazionali ma in lingua italiana e con cast e produzioni interamente locali. E dalla prossima stagione teatrale 2013/2014, ha deciso di fare un passo in più: formare dentro al teatro artisti completi nel musical. Saranno ammessi con audizioni solo 20 allievi all'anno, a formarli sarà un team di docenti italiani e stranieri. Le lezioni si divideranno in tre dipartimenti: recitazione, canto e danza, più un modulo interdisciplinare e le attività extra-curriculari. Il percorso di studio sarà triennale (il primo, dal primo ottobre al 30 maggio 2014), con lezioni giornaliere per 42 ore a settimana. Costo dell'iscrizione, 5.500 euro all'anno. Gli studenti a fine corso dovrebbero avere una corsia preferenziale per entrare in una delle compagnie del gruppo, dagli Usa alla Russia. Il Comune ha deciso di sposare la scuola di musical del Nazionale concedendo il patrocinio (che non comporta spese), quindi su manifesti e qualsiasi materiale promozionale legato all'IMA comparirà sempre il logo. Per l'assessore alla Cultura Filippo Del Corno «la presenza in città di una prestigiosa scuola internazionale per il musical può costituire non solo prestigio culturale, ma anche un significativo contributo all'immagine internazionale di Milano, con un ritorno anche dal punto di vista economico per l'indotto potenzialmente coinvolto».
E in cambio del patrocinio, la società offrirà alcune opportunità ai milanesi e alle scuole di formazione della città. Alcuni alunni dell'Accademia di danza del Teatro alla Scala e della Scuola di Arte Drammatica Paolo Grassi interessati, ad esempio, potranno partecipare ad almeno due workshop all'anno. Il teatro organizzerà open day per i cittadini curiosi di visitare l'accademia e regalerà al Comune cento biglietti a stagione per gli spettacoli in calendario.