"Tutti contro di me? Un'ammucchiata perdente"

Silvio Berlusconi risponde così alla proposta di un governo di transizione lanciata da D’Alema: &quot;La gente capirebbe che è un gioco di Palazzo&quot;. E poi ai suoi: &quot;Andiamo avanti così, il disegno dei miei oppositori è chiaro, ma fallirà&quot;. L'ok di Fli alla proposta dell'ex segretario Pd irrita la Lega<br />

Roma - «Una Santa Alleanza contro di me? Un’ammucchiata destinata alla sconfitta». Chi ha sentito Berlusconi nelle ultime ore lo descrive più battagliero che mai. «Andiamo avanti così. Il disegno dei miei oppositori è chiaro ma fallirà». L’obiettivo degli anti-Cav è stato rivelato ieri in un’intervista di D’Alema: un governo di transizione appoggiato da forze di maggioranza e opposizione che il premier considera un vero e proprio «ribaltone». Ma se, come pensa il Cavaliere, Napolitano non dovesse prestarsi a benedire un esecutivo retto da chi ha perso le elezioni, la sinistra sarebbe pronta a mettere insieme Pd, Udc, Fli, Api e altre forze minori per dare battaglia in campagna elettorale. Una sorta di Ulivo del 2010 che, ragiona il Cavaliere, verrà sconfitta dagli italiani. Un tutti contro uno, più la Lega. «Sarebbe un’ammucchiata che sta insieme solo per battermi - è il ragionamento del Cavaliere coi suoi - ma la gente capirà e ancora una volta punirà i giochi di palazzo».

I principali responsabili di questa situazione, per il premier, restano i finiani verso cui Berlusconi non vuole concedere alcuna indulgenza. Non tutti, sia chiaro, visto che il Cavaliere è sempre persuaso che alla fine, alla prova del voto in Aula, «alcuni si sfileranno e non staccheranno la spina al mio governo». Berlusconi sa che in questo momento nel Fli sta prevalendo la linea dei falchi, tanto che ieri il sito di Generazione Italia anticipava con una lettera ironica il ritiro della fiducia all’esecutivo. «Si prendano la responsabilità in Aula» ripete da giorni il Cavaliere. E anche il portavoce vicario del Pdl Anna Maria Bernini chiosa: «La fiducia si dà o si toglie nelle sedi opportune, non attraverso papelli burla che non fanno bene alla politica». Che la proposta dell’ex presidente dei Ds sia qualcosa di più che una boutade lo dimostra la mano tesa di Bocchino e Briguglio secondo i quali «D’Alema ha ragione». Ma «l’ammucchiata», come viene definita anche dal portavoce del premier Paolo Bonaiuti, non fa che rinsaldare l’asse di ferro Pdl-Lega. «Il rischio di un governo tecnico per arginare Berlusconi e la Lega è sempre più all’orizzonte. Ma non staremo con le mani in mano e non faremo imbavagliare il nostro popolo», dice minaccioso il senatore del Carroccio Fabio Rizzi. Mentre Osvaldo Napoli (Pdl) sbeffeggia le opposizioni: «Fini, Bocchino, D’Alema e Bersani chiamano di responsabilità nazionale un governo che in realtà è di salvezza personale».

Quindi «avanti così», ripete Berlusconi a chi lo ha sentito, sempre più convinto di avere i numeri in Parlamento, alla conta di metà dicembre. Certo, il dopo resta un’incognita. Ma anche su questo fronte nel Pdl si cerca di essere ottimisti. I contatti con i centristi non si sono mai interrotti e non è detto che alla fine Casini, magari in gennaio, non ceda alla proposta di avere voce in capitolo in un eventuale rimpasto di governo. Sul leader Udc, infatti, continuano ad arrivare pressioni in questo senso anche da ambienti vaticani, timorosi di una sua virata verso forze troppo laiche. Ma per le trattative c’è ancora tempo e magari il senso di responsabilità, vista la situazione economica di Eurolandia, potrebbe aiutare. E a proposito di Europa, prima di una serie di impegni internazionali che lo porterà fuori dall’Italia per una settimana, Berlusconi ha ricevuto una telefonata dal cancelliere tedesco Angela Merkel per fare il punto sul piano di aiuti all’Irlanda e sulla prossima probabile crisi del Portogallo. Non è detto che i due capi di governo abbiano anche parlato della tempesta in arrivo, con le rivelazioni del sito Wikileaks.