Tutti d’accordo: Petruccioli è il presidente

Berlusconi soddisfatto. Landolfi: è la persona giusta. Curzi: gli lascio una difficile eredità

Emanuela Fontana

da Roma

L’ultimo passaggio tecnico sarà quello di martedì con il voto in cda, ma il sì, unanime, della commissione di vigilanza a Claudio Petruccioli come nuovo presidente della Rai è stato il sigillo dopo mesi di dibattito e incertezza. Un senatore Ds, già presidente della commissione parlamentare di vigilanza, va dunque al timone del consiglio di amministrazione di viale Mazzini, in attesa della nomina del direttore generale, che salvo colpi di scena sarà Alfredo Meocci, ex commissario dell’Authority delle Comunicazioni. La Rai si prepara dunque ad avere un nuovo presidente dopo quindici mesi, dalle dimissioni di Lucia Annunziata nel maggio del 2004.
Prima il via libera dall’assemblea dei soci, in mattinata, dove il rappresentante del ministero dell’Economia ha indicato il diessino Petruccioli come presidente, poi, poco dopo le 17, il voto della vigilanza. La nomina del senatore della Quercia è avvenuta senza intoppi, a giochi già decisi, con consenso ampio e condiviso, e il compiacimento di tutto l’arco parlamentare. Il suo nome è tornato dopo una girandola di candidati, e il via libera della vigilanza è stato pieno, plebiscitario: 33 voti su 33 presenti. Il premier Silvio Berlusconi ha elogiato la «buona volontà» della maggioranza «proponendo addirittura un esponente dei Ds», comportamento che ha consentito «l’apertura di tutti sulla proposta di Siniscalco». Di Petruccioli, Berlusconi, «soddisfatto che la vicenda si sia chiusa», dice che «è una persona che avevo avuto modo di conoscere nel 1994 con uno scambio epistolare».
Il neopresidente si è «commosso», e lo era visibilmente, per il sì unanime della commissione, riunita in via straordinaria nel giorno in cui la Camera analizzava il pacchetto antiterrorismo: ha raccontato che prima del voto si aspettava solo un consenso «dei due terzi dei presenti». Promette di mantenere l’imparzialità che ha cercato di mostrare alla presidenza della vigilanza: «Ci si dà la possibilità per incominciare a cambiare le cose».
E garantisce che voterà qualsiasi direttore generale verrà proposto dal cda d’intesa con il ministero dell’Economia: «Io, tranne che sia un delinquente o un incapace, lo voterò, perché è essenziale il rapporto tra presidente e direttore generale». A Petruccioli è arrivata la telefonata di «buon lavoro» del presidente della Camera Pierferdinando Casini. «Si è trovata la via più tortuosa per arrivare alla soluzione migliore: a cui si poteva arrivare molto prima», è stato il commento del presidente del Senato Marcello Pera.
Uno dei votanti in vigilanza, Michele Bonatesta di An, ha ricordato: «Se il senatore Ds non siede su quella poltrona già da mesi è solo perché è stato a suo tempo bruciato dalla faida interna dell’Unione». Arrivano i complimenti dell’ex ministro dell’Informazione Maurizio Gasparri: «Sinceri auguri a Claudio Petruccioli. Grazie alla legge Gasparri, il presidente della commissione parlamentare di Vigilanza assume un incarico di grande importanza e prestigio, che saprà assolvere con la obiettività che gli è propria».
È soddisfatto l’attuale ministro, Mario Landolfi, che ha chiamato il neopresidente con cui ha concordato un incontro nei prossimi giorni: «Claudio Petruccioli è una personalità dotata di grande equilibrio, di senso istituzionale». E rilancia Meocci dg per il tandem: «Meocci è un uomo Rai. Penso che sia dotato di grande passione e abbia le carte in regole per affrontare le sfide che attendono il servizio pubblico a cominciare dalla privatizzazione e dalla innovazione tecnologica».
Nonostante lo stesso Petruccioli si sia detto disponibile alla nomina del direttore generale concordato, Sandro Curzi, fino a oggi presidente facente funzioni del cda, lo avverte: «Saluto l’amico e compagno Claudio Petruccioli. A lui lascio purtroppo in eredità una prima, insidiosa difficoltà: la nomina del direttore generale». Al senatore arriva la soddisfazione del segretario del suo partito, Piero Fassino: «È un bene per l’azienda. È stato scelto, un uomo che ha senso delle istituzioni e capacità». Francesco Rutelli ha chiamato il nuovo presidente del cda Rai e si dice convinto che «farà bene il suo lavoro, per questo la Margherita lo ha votato compattamente».
Il presidente della Federazione nazionale della stampa italiana, Paolo Serventi Longhi, ricorda che con la nomina di Petruccioli «si mette fine ad un lungo periodo di incertezze con la legge Gasparri che abbiamo contestato ma di cui rispettiamo i criteri di nomina da essa previsti». Martedì la ratifica del cda di viale Mazzini.