Tutti in fila per conoscere il popolo di Israele

Stefania Malacrida

«È ancora più magro di quanto appare in Tv!». Qualche commento profano può anche scappare nella Giornata della cultura ebraica, appuntamento annuale di apertura delle sinagoghe al pubblico. A maggior ragione se il tema della manifestazione è il cibo. A maggior ragione se il personaggio in questione è Piero Fassino, ieri in visita alla sinagoga centrale di Milano in via Guastalla. Prima e dopo di lui, una folla di cittadini in fila per sapere qualcosa in più del popolo d’Israele. Gli organizzatori stimano un’affluenza di 5mila persone. Milanesi e non, spinti al tempio dai motivi più diversi. «Interesse religioso - dicono mamma e papà di una famigliola cremonese, in escursione con i loro tre bimbi -. Cattolici praticanti, siamo qui per conoscere i nostri fratelli maggiori». Oppure «simpatia politica per Israele» argomenta un’insegnante di Saronno che si definisce «un’atea devota», in visita con la mamma ex insegnante in pensione. Il corteo dei visitatori continua. Due impiegate sono venute perché i loro datori di lavoro sono ebrei: «Molte usanze le viviamo indirettamente. Siamo qui per conoscerle meglio». Conoscere e ancora conoscere. «Pochi elementi anche banali - spiega il presidente della comunità milanese Roberto Jarach - possono essere sufficienti per eliminare i pregiudizi». E così, i volontari per tutto il giorno non hanno fatto altro che parlare, sorridere, spiegare, dirigere il traffico. Di qui, per le visite guidate alla sinagoga. Di lì per gustare le specialità alimentari. Una giornata intensa, resa speciale anche dal primo discorso pubblico del nuovo rabbino capo Alfonso Arbib. 46 anni, insediatosi il 1° settembre, il «rav» viene dalla Libia. Una storia normale nella comunità milanese, la più variegarta d’Europa, nata solo a fine Ottocento e infoltitasi in seguito alle migrazioni, negli anni Sessanta, di profughi in cerca di pace.
Oggi conta 7mila membri e migliaia di estimatori. Tra questi, oltre a Fassino, l’assessore allo Sport di Palazzo Marino Aldo Brandirali, e l’assessore provinciale alla Cultura Daniela Benelli. Anche loro ieri in sinagoga.