Tutti in fila dietro Raikkonen Alonso «aiutato» da Montoya

Terza pole per il finlandese ad Hockenheim, ma il testacoda del colombiano favorisce il leader del mondiale. Ferrari in difficoltà

Il divino Schumi non racconti storie. Non ripeta che la Ferrari è lenta, senza saper spiegare il motivo. Lo conosce. Almeno Monsieur Todt, nel suo pragmatismo, è onesto quando parla di minore aderenza. Il campione della F1 moderna è un tecnico ultra-sensibile: può avvertire l’influenza di mezzo grado della più minuscola aletta. Hockenheim è la migliore conferma. È arrivata una nuova mescola soffice della Bridgestone e il balzo in avanti è stato evidente. Rispetto alla specifica più conosciuta, toccata a Barrichello, c’è stato un abisso: 1,6% del tempo sul giro, carico di benzina compreso. Ma esiste un’incognita: si chiama «wear rate» o quota d’usura dei battistrada. I tecnici temevano di non poter usare questo materiale, che non dava garanzie sino a fine gara. Invece, le sottili regolazioni di macchina e la grande sensibilità del pilota hanno dato via libera. Per coprirsi le spalle, la Ferrari ha deciso - giustamente - di andare sul sicuro con la seconda macchina, aprendo anche un confronto tecnico interessante. Saremo da capo con i misuratori di Magny Cours? Attenzione: il divario di velocità non è mai di solo motore, con gomme così aderenti.