Tutti a giocare la Capoeira tra danza e arti marziali

Daniela Uva

Sui prati di parco Sempione come sulla sabbia di Bahia. Agili lottatori simulano colpi spettacolari al ritmo del berimbau, il tradizionale strumento usato per giocare la Capoeira. A metà strada fra danza e arte marziale, lo sport nazionale del Brasile si è imposto anche nel nostro Paese dove sono ormai migliaia gli appassionati. Moltissimi solo a Milano, dove si può parlare di boom. «In effetti - spiega Camilla, del gruppo Escola de Capoeira Angola Cortica do Abelha - sono sempre più numerose le persone che praticano la Capoeira. Il loro numero è cresciuto specialmente negli ultimi anni, da quando, cioè, questa disciplina è stata proposta in tv e teatro». Quella più pubblicizzata è la Capoeira Regional, più spettacolare con i suoi salti mortali, i suoi calci e la sua rapidità. Meno conosciuta, ma altrettanto diffusa, la Capoeira Angola, stile più vicino alla danza, con movimenti lenti e armonici.
A Milano esistono diverse scuole. L’accademia più antica, con i suoi dieci anni di attività, è l’Associazione italiana Capoeira da Angola (via Angelo della Pergola 15, tel. 02-69018306). Guidata dal maestro Baixinho, propone corsi per principianti, esperti e bambini. Tante soluzioni, dal lunedì al venerdì, anche all’Associazione Capoeira sul da Bahia (via Alzaia Naviglio Pavese 110, tel. 347-4467146), dove è possibile seguire diversi corsi in base al proprio livello di preparazione. I costi sono diversi e dipendono alla struttura scelta. Si va dai 400 euro per tre mesi di corso dell’Associazione italiana Capoeira, ai 25 euro al mese dell’Escola de Capoeira Angola Cortica do Adelha (presso l’associazione Colore a Famagosta).
La Capoeira è molto diffusa anche nelle scuole di danza. Fuori di Danza (via Gallarate 50, tel. 02-3088183) l’ha introdotta al fianco delle più tradizionali discipline. Per chi frequenta l’Università, invece, ci sono i corsi organizzati dal Centro universitario sportivo di Milano (via Circonvallazione est 11, Segrate, tel. 02-7021141). «La Capoeira è uno sport molto economico - spiega Camilla -. Per praticare l’Angola servono solo una maglietta, un paio di pantaloni e scarpe comode. Per la Regional è sufficiente munirsi di canottiera e pantaloni. Questo stile si pratica infatti a piedi nudi. Per il resto sono richieste solo resistenza fisica, agilità e senso del ritmo». Perché la musica è un elemento fondamentale del gioco.
«I due contendenti si affrontano al ritmo dei suoni e dei canti del gruppo - continua Camilla -. La musica detta il tempo del gioco. Se il maestro cambia il ritmo, i due lottatori devono modificare il tipo di esercizio. Non esistono pause. I capoeristi devono interagire con il maestro e con la batteria di strumenti all’istante, cambiando il proprio ritmo in base ai suoni». Oltre a essere divertente, la Capoeira è uno sport molto salutare. «Per giocare non servono particolari doti fisiche. Chiunque può cimentarsi in questa disciplina. I vantaggi, però sono molti. La Capoeira aiuta a sviluppare la concentrazione, respirazione, equilibrio ed elasticità mentale. L’obiettivo dei lottatori non è stupire gli spettatori, ma comunicare con l’avversario. In questo sport non ci sono vincitori o vinti. Ciò che conta sono malizia e furbizia». Ma stupire non è difficile, vista la varietà e la spettacolarità dei colpi. Il movimento fondamentale è la ginga, il tradizionale dondolio con il quale i capoeristi distraggono l’avversario. Gli altri colpi alla base del gioco sono l’au (la ruota), la rasteira (la spazzata), la cabecada (la testata) e l’esquiva (la schivata).