Tutti i bancari in caduta libera

Lazio regina della serie A: più 22,5%

La settimana di Piazza Affari inizia con un bagno di sangue, che ha riportato l’indice S&P/Mib sotto quota 26.000 punti, ai livelli di dieci giorni fa, i minimi dall’ottobre 2003. In chiusura, l’S&P/Mib ha perso il 4,98%, il Mibtel è arretrato del 4,74% e l’AllStar del 3,15%. Unicredit, che ha conosciuto due sospensioni per eccesso di ribasso, è caduta del 10,23%, sfondando la barriera dei 3 euro, con scambi superiori alla media e pari a oltre il 2% del capitale. Il titolo di Piazza Cordusio sconterebbe, dunque, la maggiore esposizione al mercato tedesco. Male anche Montepaschi (-4,02%), Unipol (-7,38%), Popolare Milano (-7,29%), Banco Popolare (-4,96%) e Mediolanum (-4,99%). Scivolano i titoli legati alle materie prime, come il petrolio, con Tenaris precipitata dell’11,1% e Saipem del 9,16%. Eni invece ha limitato la flessione al 4,39% perché Citigroup ha tagliato il target price, ma ha confermato buy. Nel comparto costruzioni, Impregilo ha registrato un calo dell’8,77% e Italcementi del 5,42%. Nel retail, Geox ha lasciato sul terreno il 5,41% e Autogrill il 6,37%. Meglio Luxottica (-1,33%) e Bulgari (-3,06%), che hanno beneficiato anche se solo parzialmente del rafforzamento del dollaro. Seat è scesa dell’8,66% dopo il taglio al target price da parte di Goldman Sachs. Mentre la Lazio, in testa alla classifica di Serie A, ha messo a segno un progresso del 22,77%. I titoli bancari hanno trascinato in ribasso anche tutte le principali piazze europee. L’indice Ftse 100 a Londra ha ceduto il 5,30%, il Cac 40 di Parigi ha perso il 5,04% e il Dax 30 di Francoforte è arretrato del 4,23%. Anche lo Smi di Zurigo ha segnato una flessione del 4,63 per cento.