TUTTI I GUAI DI FRANCESCO

da Roma

La data è già cerchiata di rosso sul calendario: 20 agosto. Sarà quello il giorno in cui Francesco Totti spera di tornare in campo dopo l’ultimo grave infortunio al ginocchio destro. Giusto in tempo per l’inizio del nuovo campionato, che partirà il 30. Quattro mesi di stop, dunque, è la previsione del professor Mariani, primario ortopedico di Villa Stuart, che ieri ha sottoposto il romanista ad un’operazione di un’ora. Tecnicamente riuscita. «C’era la rottura parziale del legamento crociato con una piccola lesione meniscale - ha precisato lo specialista -. Abbiamo dovuto sostituire il crociato con una parte del tendine rotuleo e risuturato la parte staccata del menisco».
I precedenti in casa giallorossa di Emerson e Di Francesco sono confortanti. Anche se il giocatore, che non potrà svolgere al meglio la preparazione estiva, ha ancora una decina di viti infilate nella gamba (per quel perone spezzato nel 2006) e patisce continue ernie al disco. E a settembre compirà 32 anni. «Ma il giocatore comincia già a muoversi, segno della forza di volontà che conosciamo - dice ancora Mariani -. Non ci sono motivi per i quali poter credere che Totti non tornerà integro. La prima operazione per lui fu uno choc, perché passò immediatamente dal campo alla sala operatoria. Questa volta ha avuto quasi 24 ore per metabolizzare la diagnosi. Lo ridarò allo staff tecnico tra un mese». Totti resterà due o tre giorni in clinica dove ha già iniziato a lavorare con il Kinetech (un apparecchio utilizzato per la riabilitazione muscolare postoperatoria, ndr), poi si sottoporrà alla fisioterapia sotto la supervisione dello stesso Mariani.
Il capitano giallorosso non ha però perso il buon umore. «Meno male che almeno una cosa buona il 19 mi è successa, mi sono sposato», la battuta di Totti a chi gli ha ricordato la coincidenza di giorno con l’altro infortunio del 2006. Il crac al ginocchio ha chiuso la settimana ricca di polemiche dopo il triplice «vaffa» all’arbitro Rizzoli. «Me l’hanno gufata. Tutti a dire che dovevo essere espulso, squalificato e invece mi hanno fatto rompere il crociato... Ho avuto due incidenti gravi nel giro di due anni, prima non mi era mai successo niente di importante. Ma ora tornerò più forte di prima». Quanto alla possibilità di limitare i danni se fosse uscito prima dal campo, Totti dice che «il dottor Brozzi mi aveva visto e se avesse valutato che avevo dei problemi sarebbe stato il primo a non farmi rientrare. Il problema è relativo alla seconda botta». E preferisce parlare quindi di «destino amaro». «Sto già lavorando con la testa proiettata al futuro per tornare in campo il prima possibile», le parole del capitano subito dopo l’intervento riportate da Vito Scala, preparatore atletico e amico personale di Totti. Che ieri sera ha seguito il posticipo Torino-Inter dopo aver commentato con ammirazione il successo della Juve e l’exploit di Del Piero. Chissà se riuscirà a compiere un altro miracolo, come quello fatto per il Mondiale. Di certo la Roma dovrà guardare attentamente al mercato, alla ricerca magari di un paio di attaccanti per rinforzare il reparto offensivo, in attesa di capire in che condizioni rientrerà il capitano.
Intanto lo scenario futuro della società ha conosciuto ieri un altro capitolo. La famiglia reale del Dubai, tramite lo sceicco Saeed Al Maktoum, ha fatto sapere di essere interessata all’acquisizione della Roma. «Non seguo molto il calcio - dice Al Maktoum -, ma so che ci sono stati dei contatti. Mio nipote Mohamed ama il calcio e si è molto interessato al club giallorosso. La famiglia è sempre unita se c’è una grande cosa da realizzare come questa. Vengo spesso in Italia, a Roma ci sono degli ottimi impianti di tiro a volo e c’è il mio amico Luciano Rossi, presidente della Federazione». Sono loro gli arabi entrati nella trattativa? Le voci si susseguono incontrollate. Soros potrebbe effettuare un rilancio ai 250 milioni già offerti e rifiutati dai rappresentanti legali della Roma, l’altro magnate Usa Fisher resta alla finestra. E oggi Rosella Sensi riferirà alla Consob.