Tutti i guai del Pd: dai voli gratis alle Sanitopoli

I pm sono meno interessati ai processi show se di mezzo ci sono i democratici.
Ma tra Enac, appalti Asl e caos rifiuti, il partito è sommerso dagli
scandali. Da Nord a Sud: non solo Morichini e Pronzato, noie per Tedesco, Bassolino e...

Roma - E se esistesse una P5 rossa? È solo una domanda, ma in tempi di caccia alla loggia, volendo cercare ragnatele di poteri grigi e network di interessi in salsa politico-affaristica, qualche dubbio può venire voltando lo sguardo verdo il Pd. Guardiamo l’ultima inchiesta che ha travolto il partito di Bersani. Quella su Vincenzo Morichini, il dalemiano legato alla fondazione «Italianieuropei», e l’ex consulente del segretario, il responsabile Pd trasporto aereo, Franco Pronzato. Il primo avrebbe sponsorizzato col secondo, all’Enac, la compagnia aerea dell’imprenditore Paganelli, che avrebbe «ringraziato» Pronzato con 40mila euro. Paganelli ha confermato nell’ultimo interrogatorio l’autenticità del foglietto con i nomi di esponenti del Pd e cifre erogate, sempre tramite Morichini. Tra i beneficiari la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e l’europarlamentare del Pd, Roberto Gualtieri. Nel «pizzino» ci sono altri quattro nomi di politici Pd, finora protetti egregiamente dal segreto imposto agli atti dai magistrati romani, che allargheranno presumibilmente i confini dell’indagine. I soldi già individuati erano destinati ai protagonisti, ma stando a quanto emerso dagli atti anche alla fondazione di «Baffino», e ovviamente al partito. Morichini fa il lobbista, più o meno come Bisignani. Ma lui è uomo strettamente legato a D’Alema, con il quale ha comprato anche Ikarus II.

Come mai i media su questa vicenda si sono eccitati molto meno di quella che ha coinvolto «Bisi»? Eppure i link non mancano. Il comune legame con il presidente del Copasir D’Alema, per esempio, porta a un ponte tra l’indagine su Morichini e Pronzato e il filone sulla malasanità pugliese. Ricordate? Proprio il «lìder Massimo» annunciò in diretta da una masseria pugliese l’arrivo di una «scossa» per il governo, alla vigilia del caso D’Addario. Ma mentre la escort occupava le prime pagine dei giornali, ecco che le indagini baresi devastavano il centrosinistra al governo in Puglia. Il vice di Vendola, Sandro Frisullo, dalemiano anch’esso, arrestato perché accusato di aver favorito le aziende di Tarantini (che come noto a verbale ricorda di aver organizzato una cena elettorale per D’Alema in un ristorante barese). Il «banchiere di D’Alema» Roberto De Santis, non indagato, che finisce intercettato nella stessa indagine, quando Tarantini racconta di aver agganciato Frisullo proprio tramite l’imprenditore. Ma la rete - ipotetica, ribadiamo - si può allargare all’altro filone barese, quello sull’ex assessore alla Sanità Alberto Tedesco.

Dimessosi appena saputo di essere stato indagato, l’ex socialista, poi dalemiano, Tedesco trova un provvidenziale paracadute quando il Pd nel 2009 «libera» uno scranno in Senato, con le dimissioni di Paolo De Castro, eletto al Parlamento europeo. Tedesco è accusato dai pm baresi di corruzione, concussione, turbativa d’asta, falso ideologico e materiale e abuso d’ufficio, eppure Vendola lo difese a lungo anche quando l’opposizione e l’Idv sparavano a zero sul conflitto d’interesse dell’assessore, i cui figli erano attivi nel business delle forniture sanitarie. Nichi l’ha mollato solo negli ultimi tempi, arrivando a dire che gli era praticamente stato imposto. Dal Pd, che all’epoca era ancora Ds. C’è un filo rosso che unisce tra loro queste storie? Se c’è, nessun pm l’ha cercato.

Come nessuno ha ipotizzato un «sistema» dietro la disastrosa gestione del ciclo dei rifiuti in una Campania per anni governata dal centrosinistra, negli ultimi anni spesso e volentieri finito sotto inchiesta proprio per la «monnezza». Per dire l’ultima, solo l’ultima, il 7 aprile l’ex sindaco Iervolino e l’ex governatore Bassolino sono stati rinviati a giudizio per epidemia colposa e abuso d’ufficio. E anche il presidente della provincia di Benevento, Aniello Cimitile, è finito prima arrestato e poi sotto processo per un’indagine napoletana sui collaudi degli impianti di trasformazione del combustibile da rifiuti. Di certo, lo spazio sui media delle inchieste targate Pd è minore, e soprattutto non è mai sistemico. In Campania il centrosinistra ha pagato politicamente, in Puglia no: un rimpasto di giunta e Vendola alle urne ha vinto di nuovo. E ancora, l’eolico.
(ha collaborato Luca Rocca)