Tutti i limiti del modulo fantasia Il Diavolo da favola si è già spento

Milano Anche le favole hanno una fine. E la favola del Milan che gioca bene, si diverte e fa gol col famoso modulo 4-2-fantasia, finisce in una cupa domenica di dicembre dopo una striscia positiva lunga 10 turni in campionato (14, complessivamente, se si tiene conto della Champions). Perde nettamente il Milan al cospetto di un sontuoso Palermo e non s’accorge nemmeno del mezzo passo falso dell'Inter a Bergamo. Per carità, meglio non coltivare sogni di gloria. Chi ha a cuore le sorti del Milan sa che questa è una squadra capace di improvvisare, di promettere scintille con i suoi artisti del gol ma anche di rischiare l’osso del collo ogni qualvolta il rivale lo prende di petto. A scavare la differenza, oltre che l'abilità dichiarata di Delio Rossi e la salute del Palermo, restituito a una maggiore solidità tattica e psicologica, lo scadimento di forma dei giocatori simbolo del nuovo Milan disegnato da Leonardo. Pato, il primo della lista, lasciato in panchina per acciacchi fisici e poi, entrato nella seconda frazione a confermare il periodo no. Subito dopo i due piloni del centrocampo, Pirlo e Ambrosini: a furia di correre e rincorrere, di coprire e ripartire, risultano svuotati di energie e perciò regalano al Palermo spazi in gran quantità e occasioni golose per volare subito in vantaggio. Cavani e Bresciano hanno una mira discutibile. Per fortuna loro, Miccoli, il capitano e leader del gruppo, è in grado di mettere a sedere Zambrotta e Antonini, di firmare il primo vantaggio e di ispirare il secondo. Senza Pato, e con Abate al suo posto che non è né carne né pesce, nel primo tempo il Milan gioca in pratica solo dalla parte di Ronaldinho che regge il peso dell'attacco quasi da solo. Anche Borriello, oltre che Seedorf, sono altri due milanisti con le pile scariche a dimostrazione che non si può giocare con 11 e bisogna valorizzare la panchina. A tutto questo si aggiungano le parole di Zambrotta e Ambrosini: «Ormai ci hanno studiato e hanno preso le misure». Tradotto, urge una nuova correzione di rotta.