Tutti i mal di pancia dell'Idv su De Magistris

In un documento il malcontento per la candidatura del giudice alle Europee. Timori per la svolta "questurino-girotondina" del partito

Hai voglia a dire «torniamo in Europa con gli italiani di valore», come fa Di Pietro sul blog. Vallo a spiegare alla tua truppa, che dopo un anno di lavoro si aspettava almeno un piccolo riconoscimento, un posto a Bruxelles per qualcuno dei nomi indacati da loro, deputati e senatori dell’Idv. E invece niente, o poche briciole. Spazio invece alle star, ai magistrati da copertina, ai giornalisti, alle capopopolo grilline, ci mancava solo l’hostess del Grande fratello per il casting elettorale di Di Pietro in versione europea. Ma è stata la bomba De Magistris a far (ri)scoppiare il malcontento nel partito, peggiorato ancor di più dalla notizia delle indagini sul magistrato napoletano (che ieri però a Omnibus di La7 ha definito «ridicola e grottesca» la decisione della Procura romana). Malumori, delusione, a partire dai molti ex Udeur che ora militano con Di Pietro e che mal digeriscono la piega iper-giustizialista dell’Idv. Compagni di partito di De Magistris, l’ex pm che indagò il loro leader Mastella? Il giorno dopo l’ufficializzazione della candidatura hanno preso carta e penna - così si vocifera - per recapitare al leader il loro imbarazzo in una lettera. A questi si aggiunge la voce (però sempre circospetta quando si fa osservazione al grande capo) di chi teme una deriva «questurina-populista» dell’Idv, troppo piegata sulle Procure da una parte, troppo accondiscendente con gli umori della piazza grillina-girotondina dall’altra. È tutta qui la società civile che Di Pietro vuole portare nei palazzi della politica? Spiega il deputato Idv Pino Pisicchio, giurista, veterano di Montecitorio (5 legislature, ex democristiano, ex Udeur, dal 2006 con Di Pietro): «D’accordo a candidare un magistrato, ma se vogliamo rappresentare la società non possiamo fare delle liste che ne rispecchino solo un segmento». Il personaggio De Magistris poi «ha avuto un ruolo che ha toccato il centrosinistra (le inchieste dell’ex pm hanno coinvolto molti esponenti del centrosinistra a partire da Romano Prodi, ndr) e questo può essere un elemento di contraddizione e di difficoltà», osserva il deputato dipietrista, per l’Idv all’opposizione insieme al Pd. Anche perché i posti a Bruxelles per l’Idv (se raggiungesse l’8% dei sondaggi) sarebbero solo 6, tanti in meno rispetto agli aspiranti eurodeputati Idv. Molto dipenderà dai prossimi giorni, quando verranno annunciati i nomi degli altri outsider del partito candidati da Di Pietro per l’Europa. E dipenderà anche da come saranno organizzate le liste, con quali posizioni, quali priorità, e quale campagna elettorale sceglierà Tonino. Ma tra molti nel partito c’è il timore che le liste, anche se alle europee si vota con la preferenza nominale, siano di fatto bloccate con Di Pietro capolista ovunque e i nuovi candidati-vip dell’Idv, tipo De Magistris, unici ad avere visibilità. «Va bene De Magistris ma bisogna anche puntare su qualcuno che viene dal territorio, noi glielo abbiamo chiesto... » dice un altro parlamentare dell’Idv con passato nel partito di Mastella, il senatore Giacinto Russo. «L’ho visto a Omnibus, certo non è uno sprovveduto, ma vedo che già vuole cambiare il mondo, ha il sacro fuoco di chi non sa... » sibila il senatore Idv facendo capire che nel partito ci sono politici di lungo corso che non concordano affatto con le scelte «mediatiche» del leader Di Pietro. E che di De Magistris avrebbero fatto volentieri a meno.

A questo si aggiunge poi la sorpresa di ritrovarsi un «indagato» in lista, proprio sotto le bandiere della trasparenza e dell’intransigenza morale. Pancho Pardi, deputato movimentista di Di Pietro, riconosce che la candidatura di De Magistris indagato «è un problema. Dobbiamo parlarne nel partito e risolverlo, vedremo come. Respingere la candidatura di De Magistris? Io non la respingerei, penso che sia una vittima non un persecutore». Candidatura che covava da tempo, De Magistris ha rivelato che già alle ultime elezioni Di Pietro voleva portarlo in Parlamento (Di Pietro è stato solo sfiorato da Why not... ). A fine 2007 De Magistris era a Napoli per un convegno con Travaglio e Franco Barbato (deputato Idv promotore della prima lista civica nazionale), per proporre una politica al Sud alternativa al mastellismo... Erano le prime avvisaglie della svolta questurino-girotondista.